Duomo, il restauro è affidato alla Cmb Cantiere fino al 2017

Entro l’anno il vescovo Cavina potrà rientrare in vescovado Su 98 immobili danneggiati solo 17 sono stati recuperati

Appalto assegnato: si intravede così la luce per la riapetura della Cattedrale dopo i disastri causati dal sisma del 2012. Sarà la Cmb che realizzerà i lavori sulla chiesa carpigiana per antonomasia. Purtroppo al momento pare dissolta la speranza che il prossimo Natale si possa celebrare nel monumento religioso di piazza Martiri: la consegna infatti, secondo quanto riferisce l’ingegner Marco Soglia, responsabile del settore Ricostruzione post terremoto della Diocesi, avverrà solo nel gennaio 2017. Inutile dire che tanti fedeli, in fondo al cuore, si augurano in un anticipo di chiusura del cantiere, in tempo per le festività religiose di fine anno.

«Vi posso garantire che seguire la ricostruzione è una grande fatica - ha raccontato ieri mattina il vescovo Francesco Cavina nel tradizionale incontro con la stampa, in occasione della festa del patrono dei giornalisti San Francesco di Sales -. Serve tempo, tanto tempo; poi energia e anche fantasia per creare eventi che mantengano alta l’attenzione sul tema degli edifici religiosi disastrati dal terremoto».

Nel mirino, come già accaduto in occasione di altre dichiarazioni del vescovo, una burocrazia che a volte “ha impantanato” le pratiche.

«Noi - continua monsignor Cavina - siamo ovviamente per il rispetto scrupoloso di norme e regole, ma è innegabile che in certe fasi servirebbe uno snellimento delle procedure burocratiche».

Ecco il punto della situazione sul territorio della diocesi: nel 2012 il terremoto danneggiò 98 immobili su 125. Al momento solo per 17 edifici sono stati recuperati; per 30 sono stati approvati i progetti, sono invece in corso di approvazione per altri 38. Infine restano da approvare ancora 7 progetti di recupero.

«A Carpi - spiega l’ing. Soglia - abbiamo 4 chiese chiuse per le quali sono stati programmati i cantieri. Nella chiesa dell’Adorazione in via San Bernardino da Siena, il cantiere è previsto da fine marzo; per seminario e Sant’Ignazio i lavori iniziarenno a fine anno; per la chiesa di San Francesco si andrà al 2018. Poi per San Martino Secchia e Cortile lavori da fine anno; per Fossoli si va al 2017». Al di fuori del territorio Comunale restano tantissime cose da fare tra cui il Duomo di Mirandola per il quale il via ai lavori si vedrà solo nel 2018. Anche il vescovo dovrà aspettare ancora un po’ di tempo prima di tornare nella sua residenza di corso Fanti. I lavori al vescovado si protrarranno ancora per molti mesi, ma pare che entro fine anno monsignor Cavina potrà lasciare l’appartamento di via Cesare Battisti in cui alloggia.

«Nonostante i momenti non facili vissuti a causa dal sisma - ha spiegato monsignor Cavina - devo dire che questi primi 4 anni passati nella diocesi di Carpi sono stati ampiamente positivi. Certo - ha detto in tono scherzoso il vescovo - non si può andare bene a tutti: nemmeno Gesù era apprezzato da chiunque. Ho trovato porte aperte nelle aziende, tanto affetto dalla gente, relazioni ottime con il mondo dei giovani. Poi ho apprezzato il grande lavoro della Caritas per i poveri, una presenza delicata e discreta per non ferire la dignità di chi ha bisogno. Spero solo che il Signore ci benedica con qualche vocazione in più».