Schiaffi, botte e offese ai bambini Maestra d’asilo 52enne arrestata

Manuela Giacomozzi, insegnante della scuola statale “Ventre”, è ai domiciliari per maltrattamenti Le indagini dei carabinieri partite da segnalazioni dei genitori. Incastrata da telecamere nascoste

PAVULLO. «Portate i vostri figli da noi serenamente, saranno in buone mani». Sono le parole che non più di due settimane fa, Manuela Giacomozzi, maestra e coordinatrice dell’asilo statale “Ventre”, rivolge ai genitori che l’anno prossimo iscriveranno i figli in quella storica materna di via Foscolo. È un’insegnante carismatica, esperta, dalla dialettica fluida; i presenti alla riunione la ascoltano e sentono un’istintiva fiducia. E il giudizio è unanime: con i bambini ci sa fare. Tanto che sono in molti a definirla “il braccio destro della direttrice”, che in quella riunione le sta accanto, in realtà i genitori hanno l’impressione che sia la Giacomozzi la figura forte.

Così la maestra di Pavullo maltrattava i bimbi

Le “buone” mani di cui parla, però, sono le stesse che negli ultimi tempi hanno picchiato i bambini. E sono le stesse attorno a cui ieri all’alba sono come scattate le manette, per l’ordinanza di custodia cautelare di arresti domiciliari del Gip Eleonora De Marco, eseguita dai carabinieri di Pavullo. Secondo le indagini del pm Marco Imperato, l’insegnante ha maltrattato fisicamente e psicologicamente i piccoli nell’orario scolastico. Schiaffi, spintoni, strattonamenti. E insulti: «sei brutta», «stordita», «li mortacci vostri», «sei pesante», «sei una pecora», «hai finito di ridere», «ti do una microfonata in faccia»...

PRIME SEGNALAZIONI Le prime segnalazioni ai carabinieri giungono a novembre da alcuni genitori, preoccupati dal comportamento anomalo dei figli. Le indagini dell’Arma si avvalgono di telecamere e cimici nell’asilo e i dubbi diventano realtà. In un video i maltrattamenti sono evidenti: uno dei piccoli viene preso a calci. Un altro sollevato di peso e sbattuto a terra, mentre viene intimato il silenzio agli altri. I carabinieri parlano di un’ira improvvisa, che si scatena anche di fronte a situazioni normali come la richiesta di fare la pipì, o il rifiuto del cibo. Addirittura, per punizione una bimba viene lasciata fuori al freddo.

SEVERA MA CORRETTA . Ora il freddo a Pavullo non c’è più, sotto un sole caldo le mamme delle materne Ventre e delle adiacenti elementari Foscolo si interrogano su Manuela. È un’istituzione per chi le ha affidato i bambini in passato, ma anche per chi la conosce solo di fama. «Severa, ma corretta», dicono in molti. Però. Ora ce ne sono tanti, di però: «Mia figlia ha fatto l’asilo con lei - dice una mamma delle elementari - E qualche parolaccia ogni tanto le scappava, ma nulla di più». «Mio figlio è nella sua sezione quest’anno», dice una preoccupata. «Non mi sono accorta di nulla. Il mio piccolo è uno che racconta tutto e non mi ha mai accennato nulla, però di voci ne ho sentite». «Un orecchio tirato in refettorio», dice un’altra.

Ma il ritratto generale che si ha della Giacomozzi è quello di una figura granitica. Inattaccabile. Basta guardare la preoccupazione negli occhi di Michela, la maestra che fa coppia da settembre con Manuela e che negli ultimi mesi le ha vissuto accanto: «Non so niente, non ho visto nulla e i bambini erano felici», dice entrando all’asilo.

Chiude alle sue spalle il cancello, lasciando fuori il terrore di chi ha fatto varcare quel cancello ogni giorno al proprio figlio.

E la domanda è una sola: perchè, Manuela? Un periodo di depressione? Un nervosismo incontrollato dovuto a circostanze avverse della vita? Basterà per giustificarsi davanti al giudice?

Ai pavullesi, ieri, non è affatto bastato. Anzi...