Diario del pettirosso/ Liberare un daino tra ansie ed emozioni

«Alle ore 14 ho ricevuto la telefonata e alle 15.30 ero già sul posto». A parlare (e ad agire sempre prontamente) è Piero Milani, fondatore e responsabile del Centro di recupero fauna selvatica “Il...

Prende il via questa settimana la rubrica realizzata in collaborazione con il Centro Soccorso Animali di Modena "Il Pettirosso" Il fondatore e responsabile Pietro Milani ogni settimana ci racconterà storia e aneddoti di animali e avventure vissute in prima persona per salvare cuccioli o esemplari di tutti i tipi e razze.

MODENA. «Alle ore 14 ho ricevuto la telefonata e alle 15.30 ero già sul posto». A parlare (e ad agire sempre prontamente) è Piero Milani, fondatore e responsabile del Centro di recupero fauna selvatica “Il Pettirosso” di Modena, che in questa rubrica ci racconterà le storie dei tanti animali che i volontari del centro soccorrono quotidianamente, con grande impegno e professionalità.

Son ben 3.556 gli animali selvatici soccorsi nel 2015 dal Centro: alcuni di loro sono ancora ospiti del Pettirosso in via Nonantolana 1217, mentre la maggior parte sono stati liberati dopo le cure del caso, grazie al lavoro di oltre 30 volontari e 30 veterinari. Oggi Piero ci racconta di una trasferta di alcuni giorni fa a Comacchio, al Lido delle Nazioni, per liberare un grosso daino selvatico. Attivati dal responsabile del servizio territoriale Agricoltura, Caccia e Pesca di Ferrara che ha dato il via all'operazione di salvataggio, i nostri volontari, preallertati dall’Ausl, sono subito partiti per liberare un daino impigliato in una recinzione mal riparata.

«All'uscita dall'autostrada c'era una pattuglia della polizia che ci ha guidato per mille viuzze a noi sconosciute per raggiungere il posto. Quel giorno la pioggia batteva senza sosta e ci ha accompagnato fin dalla partenza. Arrivati sul posto, abbiamo trovato un piccolo gruppo di persone e alcuni volontari di Lida armati di tronchesine ma la potenza dell'animale e la violenza con cui tentava di liberarsi, ci hanno spinto a non fare tentativi azzardati di liberazione. Dopo una breve consultazione tra volontari e veterinario sulle dosi da utilizzare - racconta Piero - ci siamo avvicinati all'animale, molto provato, e da alcuni metri di distanza abbiamo sparato il dardo con il sedativo».

I volontari attendono sotto una pioggia incessante che il sedativo faccia effetto e che le funzioni vitali del daino siano regolari. Dopo alcuni minuti, un volontario del Pettirosso procede alla liberazione dell'animale e alla somministrazione dell'antidoto per risvegliare questo splendido maschio di daino. «Un’altra attesa sotto la pioggia e dopo alcuni tentativi, il daino riprende la via di casa seguito a distanza dalla polizia municipale e dai volontari di Lida. Noi riprendiamo la strada per Modena, dal Centro ci è appena arrivata la segnalazione che due dei nostri volontari stanno intervenendo a Montese per soccorrere un’altro animale ferito e non c'è tempo da perdere...». (l.s.)