Sassuolo: «Mamma insopportabile, riportatemi in galera»

Un 18enne della banda delle auto evade per la seconda volta dai domiciliari Rapporti difficili in famiglia: era già scappato ma il giudice lo aveva “perdonato”

SASSUOLO. Era già stato avvisato ed era consapevole dei rischi a cui andava incontro, me evidentemente s’era creata per lui una situazione talmente insopportabile che, piuttosto che questa continuasse, ha preferito andare in cella.

Con ogni probabilità, come del resto asseriscono i carabinieri, così ha pensato e così ha deciso questo diciottenne: lì in carcere non avrò nulla a che fare con mia madre.

Strano ma vero: un giovane che per arresto e furto a causa di furti e spaccate sulle auto era stato condannato agli arresti domiciliari, è evaso una seconda volta, si è fatto sorprendere dai carabinieri finendo in carcere a causa dell’incompatibilità col genitore. Da quello che infatti ha fatto capire ai militari dell’Arma che lo hanno rintracciati in breve, quello era il suo scopo: andare via di casa, anche in carcere, pur di allontanarsi dalla madre con la quale litigava continuamente.

Che qualcosa non andasse nel rapporto tra i due era già noto. Nel maggio scorso infatti i militari dell’Arma arrestarono il 18enne per evasione dagli arresti domiciliari, la misura cui era stato sottoposto da circa un anno per aver fatto parte della banda che aveva effettuato una lunga serie di spaccate con relativi furti sulle auto nel territorio sassolese. I carabinieri vennero chiamati ad intervenire presso l’abitazione del giovane perché era in atto una furiosa lite: quando arrivarono non trovarono subito il 18enne ma lui stesso, poco dopo, si fece avanti e passò la notte presso la caserma dei Cc.

In sostanza, come fu rivelato durante il successivo processo per direttissima, il giovane si era pressoché consegnato. È infatti emerso, come confermò anche il legale del ragazzo, che a chiamare i carabinieri sia stato lo stesso 18enne, a causa del clima insostenibile in casa per i litigi familiari. I militari non lo avevano trovato subito per una coincidenza: mentre salivano in casa il 18enne era sì all’interno del palazzo, ma alla fine del vano scala. Il giudice, dopo aver ascoltato le sue ragioni, dispose comunque che continuasse l’espiazione della pena agli arresti domiciliari presso la sua abitazione. Il diciottenne, hanno spiegato i carabinieri, venne avvertito del rischio a cui andava incontro: un’altra evasione dai domiciliari e sarebbe scattato in automatico il carcere.

Ma evidentemente il rapporto tra madre e figlio non funzionava proprio. E l’altra sera, dopo l’ennesimo litigio seguito dall’arrivo sul posto dei carabinieri, il giovane non si è fatto trovare. E ora è al Sant’Anna, lontano da quella casa.