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Modena: «Fumano a 14 anni e nessuno fa niente»

Il prof: «Cercano posti poco visibili in cortile, altri se ne infischiano. Le “canne” arrivano poco dopo. Mai vista una multa»

«Ci sono norme e regolamenti in abbondanza ma, come succede sempre in Italia, si fa finta di non vedere. I ragazzi iniziano a fumare fin dai primi giorni alle superiori, e poi spesso passano alle “canne”. Succede in tutte le scuole in cui sono andato a insegnare a Modena e in provincia. Ma non è un fenomeno sporadico o locale. Sarebbe un errore pensarlo: è un problema nazionale».

Così comincia lo sfogo di un professore delle superiori, un modenese di 54 anni. Appena sente parlare di fumo nell ...

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«Ci sono norme e regolamenti in abbondanza ma, come succede sempre in Italia, si fa finta di non vedere. I ragazzi iniziano a fumare fin dai primi giorni alle superiori, e poi spesso passano alle “canne”. Succede in tutte le scuole in cui sono andato a insegnare a Modena e in provincia. Ma non è un fenomeno sporadico o locale. Sarebbe un errore pensarlo: è un problema nazionale».

Così comincia lo sfogo di un professore delle superiori, un modenese di 54 anni. Appena sente parlare di fumo nelle scuole, gli sale la rabbia.

«Ogni anno cambio scuola. Ho una conoscenza approfondita di cosa succede in molti istituti superiori di Modena e provincia e posso dire che, in generale, tra sigarette di tabacco e di marijuana nelle scuole gira di tutto».

Perché se ne parla solo ora?

«Perché sono iniziati controlli a tappeto. Non solo a Modena, ma anche a Bologna e Reggio. Ad esempio, da settimane i carabinieri di Modena fanno controlli in borghese. Poi ci sono i controlli della polizia coi cani antidroga, come è successo al liceo Venturi».

Come nasce questo problema?

«Appena arrivano dalle medie. Molti hanno 14 anni, iniziano le superiori e già fumano sigarette per sentirsi grandi. È sempre stato così, ma adesso ci sono disposizioni di legge precise che vietano tutto questo, soprattutto all’interno della scuola. Ma i ragazzi se ne infischiano e fumano sotto gli occhi di tutti».

Anche dentro le scuole?

«Certo, basta trovare punti fuori da sguardi indiscreti. Non ci vuole molto ad accorgersene. Basta entrare nell’area cortiliva di una scuola qualsiasi e girando si notano mucchi di cicche di sigarette (che sarebbero da multare, tra l’altro). Oppure basta fare un giro durante la ricreazione».

E le “canne”?

«La marijuana viene dopo la sigaretta. Di altre droghe non ho mai saputo, ma la cannabis è diffusa tra gli studenti».

Ma non c’è vigilanza da parte delle autorità scolastiche?

«Teoricamente ci sono sanzioni severe, anche multe salate. Ma in realtà non succede niente. Provate a chiedere quante multe hanno dato finora nelle scuole».

E se lo studente è scoperto?

«Si fa la nota sul registro elettronico ma poi finisce tutto al consiglio di istituto... Insomma ci sono atteggiamenti lassisti verso quella che è considerata un’abitudine e basta. Poi si vogliono evitare grane...»

Ci faccia un esempio?

«Pochi giorni fa dietro l’area cortiliva della scuola dove insegno ho cui visto un gruppo di studenti che fumava. Ho fatto qualche foto. Mi hanno intimato di cancellarle o finiva male. Capite? Sono aggressivi. Oppure non gliene importa niente. Ricordo una scuola con una telecamera di sorveglianza accesa, ogni giorno i ragazzi ci fumavano davanti».

Dove vanno, se è vietato?

«Di solito scelgono angoli nascosti dei cortili o dietro delle palazzine interne. A volte vanno anche nei bagni, come facevano un tempo. Dipende. Lo decidono sul momento all’inizio della ricreazione. L’altro giorno, per dire, durante la pausa ero solo in classe. Ho aperto la finestra per respirare una boccata d’aria ed è entrata una nuvola di fumo. Sotto c’era una decina di studenti che fumava».

Come si procurano le sigarette?

«Hanno pacchetti da dieci ogni giorno. Glieli vendono alcuni delle quinte che sono già maggiorenni oppure alcuni tabaccai compiacenti».