Braglia: «Medaglia d’oro al valore civile a Palagano»

Il sindaco la chiederà ufficialmente oggi in prefettura dopo le ricerche per la strage di Monchio compiuta dai nazisti. «Giustizia per superstiti e parenti»

PALAGANO. Una medaglia d'oro che riconosca la sofferenza indelebile inflitta alla comunità con la strage di Monchio, Costrignano, Susano e Savoniero. È quanto chiederà oggi formalmente allo Stato il sindaco di Palagano Fabio Braglia portando in Prefettura i risultati di sette mesi di ricerca che documentano gli ulteriori elementi acquisiti sull'orrenda rappresaglia con cui il 18 marzo 1944 i nazisti massacrarono 136 civili inermi. Ovvero, i riscontri seguiti alla scoperta nel 1994 dell'Armadio della Vergogna (con documenti inediti sui crimini di guerra nazifascisti) che hanno portato nel 2005 all'avvio delle indagini della Procura militare di La Spezia, su impulso del procuratore militare Marco De Paolis, e nel 2009 all'apertura di un processo conclusosi in terzo grado di giudizio il 2 dicembre 2014 confermando i due ergastoli per gli ufficiali nazisti (Ferdinand Osterhaus e Helmut Odenwald) assolti in appello, sommati a quello per Alfred Luhmann. Alla luce di questi risvolti, Braglia torna alla carica per chiedere ciò che Roma negò nel settembre 2011. A Palagano, infatti, già nel 1998 fu assegnata per mano del presidente Scalfaro la medaglia di bronzo al valor militare citando a motivazione anche la strage, e la commissione del ministero dell'Interno disse che "non è possibile attribuire più onorificenze per le medesime motivazioni, a meno che non vengano dimostrati accadimenti diversi o ulteriori". «Ma dal processo sono venuti fuori fior di accadimenti ulteriori – sottolinea Braglia – sia sulle circostanze sia soprattutto nelle conclusioni finali, che hanno dichiarato la strage un crimine contro l'umanità. I civili massacrati non avevano niente a che fare con la Resistenza: bambini, donne e anziani sono stati colpiti nella loro vita di tutti i giorni. Per questo i superstiti e i parenti hanno diritto alla medaglia d'oro al valor civile: è un atto di giustizia verso chi ancora oggi soffre e ha diritto a veder riconosciuta la propria sofferenza da parte dello Stato». La richiesta è corredata da una relazione dell'avvocato Andrea Speranzoni (che a processo è stato parte civile per 89 familiari delle vittime ma anche per lo stesso Comune, la Provincia, la Regione e l'Anpi) in cui viene sottolineato che con la sentenza si è acquisito un elemento di differenza sostanziale rispetto al quadro precedente, tale da supportare la nuova istanza di assegnazione di una medaglia che, in caso di riscontro positivo, verrebbe consegnata dallo stesso presidente delle Repubblica Sergio Mattarella tanto a superstiti e familiari quanto al Comune, per essere apposta sul suo gonfalone. «Noi ce l'abbiamo davvero messa tutta in questi mesi – chiosa Braglia – allegando ai documenti anche testimonianze video dei superstiti estremamente toccanti. Oggi c'è ancora qualcuno che può ricevere la medaglia, domani sarà troppo tardi. Per questo ci tengo tantissimo ad avere questo riconoscimento adesso». Dalla Prefettura, la documentazione arriverà al ministero degli Interni per il nuovo esame. Non si tratta di una richiesta impossibile, vedi il precedente del Comune di Carpi che, oltre alla medaglia al valor militare per la Resistenza, si è visto riconoscere anche quella civile per l'ex campo di Fossoli.