Modena, in via Fanti nascerà la Casa della Salute

Nel 2018 sarà pronta la struttura polifunzionale su quattro piani con ben 53 ambulatori. Un cantiere da quasi 6 milioni. Un cantiere che varrà 5,8 milioni di euro. Ribasso del 18% per l'offerta

MODENA. «Prima l’apertura, nell’estate 2018, della prima casa della salute dei quartieri San Lazzaro, Crocetta e Modena Est poi spero di chiudere i poliambulatori di via del Pozzo per completare la riorganizzare sanitaria».

È perentorio nei suoi propositi il sindaco Giancarlo Muzzarelli che ieri ha partecipato, insieme al direttore generale dell'Ausl Massimo Annicchiarico, alla presentazione della prima Casa della Salute di Modena.

La struttura – centro polifunzionale aperto dalle 7 alle 19 ogni giorno per le patologie che non necessitano interventi di pronto soccorso ospedaliero, ma anche per bambini e malati cronici della città – sarà eretta in via Fanti, esattamente sul retro della stazione ferroviaria presso l'ex torrefazione Molinari abbattuta. Sarà un edificio di quattro piani con cortile centrale, ampio 2250 metri quadrati con spazi per 53 ambulatori e altre attività, dotato di sistemi per il risparmio energetico. Il cantiere è pari a 5,8 milioni di euro, per intero stanziati da Stato e Regione, mentre l’Ausl si occuperà della gestione del nuovo centro che, spiegano i responsabili, inciderà per poche decine di migliaia di euro l'anno. Certe anche le date, come spiega l’ingegner Giovanni Ferrari, capo dell'ufficio tecnico Ausl: «Il cantiere è previsto per settembre, i lavori dureranno 18 mesi e quindi il cantiere si chiuderà nel marzo del 2018. Alla gara hanno partecipato cinque imprese e l'abbiamo espletata con il sistema della offerta economicamente più vantaggiosa con un ribasso, non elevato, pari al 18% della cifra iniziale». L'impresa che ha vinto i lavori è un raggruppamento temporaneo di imprese con capogruppo il consorzio stabile Coseam Ita Spa e mandante Iti Impresa Generale spa, in collaborazione con Razzetti e Bosazza, lo studio Lenzi di Bologna e lo ZpZ Zini e Zoboli di Modena. Ma il cantiere fisico è solo una parte, perché è già partito il cantiere organizzativo, come spiega Francesca Novaco: «Nello spazio lavoreranno 80 tra medici, infermieri e altri operatori, oltre ai volontari che avranno un ruolo importante perché nel quartiere ci sono oltre 300 associazioni. Il quartiere è abitato da 48mila persone e abbiamo 1300 richieste di intervento dei servizi sociali all'anno, oltre a 600 bambini cronici. Per questo abbiamo scelto di aprire qui. Nel quartiere ci sono 43 ambulatori dei medici di famiglia che resteranno, ma avranno integrazioni qui».

Soddisfatti sindaco e assessore alla sanità Giulia Urbelli: «Continua la riqualificazione di Modena in un quartiere particolare, grazie all'accordo sul piano sedi votato dal Consiglio comunale. Con Baggiovara e il Policlinico diamo vita a una rete integrata della salute». Infine il direttore Annicchiarico: «È un lavoro di programmazione complesso possibile grazie all'accordo del 2014, la struttura sarà aperta a tutta la città e sarà un aggregatore della salute».

Ci potrebbe essere un problema, inizia a ragionare qualche tecnico: non si corre il rischio di intasare una zona già densamente trafficata? Già oggi i parcheggi della stazione e di porta nord sono presi d'assalto fin dall'alba dai pendolari e da chi non vuole mettere l'auto nei parcheggi a pagamento più prossimi al centro...