La dirigente Maria Sergio firmò speculazione dei suoi parenti

C’è la firma di Maria Sergio - attuale dirigente del servizio urbanistica del Comune di Modena - su parte degli atti che dal gennaio 2006 al luglio del 2012, hanno portato all’approvazione del piano...

C’è la firma di Maria Sergio - attuale dirigente del servizio urbanistica del Comune di Modena - su parte degli atti che dal gennaio 2006 al luglio del 2012, hanno portato all’approvazione del piano urbanistico di Reggio Emilia denominato Tu-2 che riguarda la creazione di case e negozi a Mancasale.

Una speculazione immobiliare come tante, nata negli anni del boom e rimasta per ora sulla carta, che va da via Gramsci a via Morandi, passata di mano nel 2008 dalla famiglia Lasagni alla Sorgente srl.

Tutto nella norma quindi se non fosse che la massima dirigente dell’urbanistica del comune di Reggio nel periodo 2005-2013 - nonché moglie dell’attuale sindaco Luca Vecchi, all’epoca dei fatti capogruppo in consiglio del Pd - è parente dei titolari della Itacef, società di Giuseppe e Raffaele Turrà, suoi zii, che nella Sorgente srl - ora in liquidazione - aveva prima il l 50%, scendendo col passare del tempo al 25 per cento.

LE CARTE. Una dinamica autorizzativa che pone dubbi sull’opportunità di lasciare la regia amministrativa a Maria Sergio anche quando i beneficiari del’iter sono lo zio e i cugini. «Si tratta di una cosa lecita ma non opportuna visti i rapporti di parentela» dice Norberto Vaccari, capogruppo del Movimento 5 stelle in consiglio comunale a Reggio Emilia: «Su vicende come queste chiediamo la massima trasparenza da parte della macchina amministrativa».

Come detto, siamo nel 2006, la famiglia Lasagni è proprietaria di alcune aree in zona Mancasale per le quali presenta il progetto. Il piano particolareggiato viene autorizzato con una determina dirigenziale firmata nel settembre del 2007 dalla Sergio, responsabile della pianificazione e qualità urbana. Sempre la dirigente, però, si astiene quando è il momento di dare il successivo parere di conformità tecnica alla delibera relativa al progetto. A firmarla è un altro dirigente del settore, Massimo Magnani, cugino dell’allora sindaco Graziano Delrio. C’è da rilevare, a quanto risulta, che l’attuale sindaco Vecchi non votò il piano pur essendo allora in aula in qualità di consigliere di maggioranza, astenendosi durante la seduta in cui si votava anche il bilancio e il piano per le farmacie.

LA RICHIESTA. «Politicamente questa vicenda mostra la necessità di totale trasparenza, non solo su di un potenziale conflitto d'interessi nel caso in questione, ma anche sulla vicenda della casa comprata al grezzo a Masone per la quale non sono mai stati mostrati fatture e relativi pagamenti» aggiunge Cinzia Rubertelli, consigliere di minoranza in Sala del Tricolore a capo di Alleanza Civica. La consigliera fa riferimento ai lavori terminati nel gennaio del 2014 nella casa del sindaco di Reggio, acquista nel 2012 dalla moglie Maria Sergio tramite una compravendita al grezzo dalla M&FGeneral Service Srl di Francesco Macrì. Quest'ultimo è stato poi indagato e arrestato all'interno dell'inchiesta Aemilia, fatto venuto a galla in questi mesi e che ha portato a un attacco politico nei confronti del sindaco. Proprio il rustico immerso nella campagna reggiana è stato completato dalla Itacef dei Turrà, imprenditori cutresi da anni a Reggio e parenti per via materna di Maria Sergio, ai quali ha affidato le finiture.

La Itacef ha quale direttore dei lavori il 40enne Salvatore Turrà, ingegnere reggiano. Parliamo di una famiglia di imprenditori che operano da lunghi anni a Reggio con interventi di pregio: dalle case ai condomini interi tramite tre ditte principali: oltre alla Itacef, la Geo Immobiliare e la Edilizia Turrà, tutte e tre con domicilio in un appartamento in via Kant 1, nel palazzo accanto all’ex abitazione dei coniugi Vecchi prima del trasferimento a Masone. Le tre ditte lavorano a pieno regime e quella principale, la Edilizia Turrà, è compresa nella white list della prefettura di Reggio Emilia, in attesa di rinnovo dell'iscrizione, requisito massimo richiesto alle ditte edili dopo i controlli da parte del gruppo interforze.

L’ULTIMO ATTO. Nell’agosto del 2012 la dirigente reggiana ha firmato un altro atto con il quale aveva mandato avanti l’approvazione del piano urbanistico attuativo per giungere poi alla stipula della convenzione. La prima versione del piano prevedeva la realizzazione di una strada a quattro corsie a carico dei privati oltre ad altri interventi.

Dopo l’approvazione è giunta però la debacle finanziaria, che prevede ora la scadenza del piano fissata in aprile a meno di un ulteriore accordo che prenda in carico il progetto. La Sorgente poteva contare su una buona dotazione finanziaria. Questa prevedeva addirittura un derivato stipultao con il Banco dei Santi per un valore nozionale complessivo di 8 milioni di euro garantito da ipoteca sull’appezzamento di terreno edificabile a Mancasale.

LA CRISI. Il piano si è arenato dopo che, il 5 maggio del 2014, la Sorgente srl ha deliberato lo scioglimento e chiesto la sua messa in liquidazione. Agli atti sono azionisti al 75% il socio Reggio Residence e al 25% la Itacef dei costruttori Turrà. Proprio la Reggio Residence, già nel 2012 aveva chiesto l’ammissione al concordato preventivo davanti al giudice del tribunale di Reggio, che ha poi accolto la richiesta. Soci della Reggio Residence sono al 75% la Victor-Tex e al 25% lo Studio Alberti.

Enrico Lorenzo Tidona