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I Folchi interrogati dal gip: «Nessuna truffa allo Stato per i soldi del terremoto»

Massa Finalese. I quattro arrestati si sono difesi in tribunale spiegando la loro verità «Il mutuo è da restituire e i soldi sono stati utilizzati per le pendenze fiscali»

FINALE. Eleonora Folchi, i fratelli Leonardo e Margherita e la madre Elia Rinaldi - il padre Lorenzo non è indagato, contrariamente a quanto era stato diffuso in un primo momento - sono comparsi davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Hanno risposto alle domande del giudice, ricostruendo anche la storia della famiglia e le proprie attività imprenditoriali, che vanno dalla gestione di hotel alle case per anziani fino alle attività agricole. Il collegio difensivo - Eleonora è seguita ...

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FINALE. Eleonora Folchi, i fratelli Leonardo e Margherita e la madre Elia Rinaldi - il padre Lorenzo non è indagato, contrariamente a quanto era stato diffuso in un primo momento - sono comparsi davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Hanno risposto alle domande del giudice, ricostruendo anche la storia della famiglia e le proprie attività imprenditoriali, che vanno dalla gestione di hotel alle case per anziani fino alle attività agricole. Il collegio difensivo - Eleonora è seguita dall’avvocato modenese Henrich Stove mentre la madre Elia si è affidata alla bolognese Eleonora Le Rose e Fabrizio Salmini - ha messo in discussione l’intero impianto accusatorio, elaborato dal pm Francesca Graziano dopo le indagini della Guardia di Finanza.

LA VICENDA È stato evidenziato come i 6,5 milioni ottenuti dalle banche non erano contributi a fondo perduto per la ricostruzione, ma finanziamenti - seppur a tasso agevolato - per saldare le pendenze con il fisco italiano, fosse l’Agenzia delle Entrate, gli enti previdenziali o Equitalia. Soldi, quindi, che tornavano nella disponibilità dello Stato con un meccanismo praticamente asaldo zero”. O meglio, gli interrogati hanno ammesso che un buon 90% è stato usato per ripristinare le pendenze fiscali anche se il resto - circa 800mila euro - sono serviti per i debiti commerciali, con il pensiero rivolto ai circa 100 dipendenti che lavorano per la famiglia Folchi nelle varie attività.

Gli interrogati hanno poi spiegato come quel mutuo milionario fosse stato autorizzato da qualcuno (è mancata l’eventuale vigilanza oppure la richiesta era consona alle esigenze lavorative) e nessuno li avesse messi in guardia di fronte ad un uso diverso dei soldi rispetto a quello autorizzato per tasse e contributi.

LA DIFESA C’è la vicenda del trasferimento nel cratere sismico (nel castello di Massa, ndr) delle sedi delle varie società sparse nel resto d’Italia. Secondo l’accusa si è trattato di un raggiro, ma i difensori ribattono che è una pratica lecita: la comunicazione del trasferimento delle sedi ha valenza retroattiva per 30 giorni. E poiché porta la data del 30 maggio 2012 è stato retrodatato al 3 maggio come consentiva la legge. Infine, ma non certo meno importante, ecco l’accusa di associazione a delinquere, smentita categoricamente visto il passato imprenditoriale dei Folchi. Per questi motivi gli avvocati difensori hanno chiesto al gip di alleggerire le misure cautelari attualmente applicate. Eleonardo Folchi è detenuta mentre la madre e i due fratelli sono ai domiciliari.

La prossima settimana, invece, sarà la volta degli interrogatori agli altri quattro indagati dell’operazione Heartquake: uno dei consulenti fiscali della famiglia e i tre prestanome a cui erano intestate alcune società comunque riconducibili ai proprietari del castello Carrobio ora sequestrato.