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Meta, tre morti e atti falsi Le famiglie parti civili

San Felice. Ieri udienza preliminare per i quattro imputati, sindaco incluso Il giudice rinvia per la discussione, ma i parenti delle vittime si costituiscono

SAN FELICE. Si sposta di quasi due mesi la resa dei conti giudiziaria sui tre morti alla Meta e sui falsi del Comune di San Felice per tentare di schivare responsabilità di quella tragedia.

È questo l’esito della discussione di ieri in Tribunale, nell’aula del Giudice dell’Udienza Preliminare, dottoressa Eleonora Pirillo. Dove il sindaco Alberto Silvestri, il capo ufficio tecnico Daniele Castellazzi, il titolare della Meta Paolo Preti e il geometra Claudio Terrieri, imputati dalla Procura, no ...

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SAN FELICE. Si sposta di quasi due mesi la resa dei conti giudiziaria sui tre morti alla Meta e sui falsi del Comune di San Felice per tentare di schivare responsabilità di quella tragedia.

È questo l’esito della discussione di ieri in Tribunale, nell’aula del Giudice dell’Udienza Preliminare, dottoressa Eleonora Pirillo. Dove il sindaco Alberto Silvestri, il capo ufficio tecnico Daniele Castellazzi, il titolare della Meta Paolo Preti e il geometra Claudio Terrieri, imputati dalla Procura, non si sono presentati. Lasciando campo ai loro difensori, avvocato Roberto Mariani (per il Comune di San Felice), Luca Pastorelli (per Preti) e Andrea Stefani (per Terrieri). I legali hanno chiesto al giudice - convinti di poter ottenere un proscioglimento immediato - di discutere dettagliatamente la questione già in udienza preliminare. Per farlo occorreva tempo, così in una giornata concitata, si è scelto di rinnovare l’udienza al 31 maggio.

Ma non si è trattato comunque di un nulla di fatto, in quanto l’udienza ha fatto segnare un passo importante sul fronte dell’accusa: si sono costituite parti civili tutte le parti offese. La famiglia dell’ingegner Bignardi con gli avvocati Nicola Termanini e Federica Turci, nonchè i parenti dei due operai Kuman Pawan e Mohamed Arzurg, morti sotto il crollo dello stabilimento, il 29 maggio, 2 giorni dopo che erano stati richiamati al lavoro sulla base di lavori di messa in sicurezza che la Procura qualifica non solo come abusivi, ma anche come incompleti, anzi dannosi per la stabilità dell’edificio e privi di un collaudo finale. Le famiglie degli operai sono costituite con gli avvocati Giovanni Casara e Mario Marchiò.

I fatti contestati - la dinamica burocratica pre-crollo e i cambiamenti di carte avvenuti a freddo in municipio - sono fin troppo chiari, ma a sostegno delle loro costituzioni hanno portato anche consulenze tecniche, che affiancano quelle del professor Trombetti, consulente del sostituto procuratore, dottor Luca Guerzoni, che ha condotto le indagini.

Di per sè, la presenza di tre parti civili (parliamo anche di bambini piccoli che hanno perso il padre, e in Comune di costituzione di parte civile ormai se ne intendono...), rappresenta un ostacolo in più in chiave difensiva.

Eppure risulta che le compagnie assicurative siano state interessate solo da poche settimane. Anche per questo quindi occorreva presumibilmente tempo. Tra l’altro l’avvocato Marchiò, per altri parenti di uno dei due operai deceduti ha avviato una causa civile chiedendo un risarcimento da un milione di euro. Il procedimento penale verte invece sulle accuse di omicidio colposo plurimo per tutti e 4 e di falso aggravato per il sindaco Silvestri e Castellazzi, frutto secondo l’accusa del tentativo di schivare responsabilità cambiando gli atti del fascicolo Meta, a disgrazia avvenuta. (ase)