Bper, dall’assemblea la conferma: Unipol entrerà nel capitale

Modena. L’Ad Vandelli: «Esiste da tempo una partnership e per questo siamo pronti a una riflessione» Aggregazioni ancora da approfondire e dubbi su possibili acquisizioni come per l’ipotesi Carife

MODENA Un’assemblea senza particolari sussulti, meno partecipata rispetto agli ultimi anni, un rito primaverile per tanti modenesi soci di Bper, che si ritrovano a Modena Fiere per votare ma anche per scambiare chiacchiere e qualche battuta di lavoro. Un rito che scompare perché Bper diventa società per azioni e l’assemblea con migliaia di soci presenti per votare, tipico della società cooperativa, si terrà per l’ultima volta prima della fine dell’anno, quando si dovrà sancire proprio la trasformazione in spa.

«Ahimè non si torna indietro», ha detto l’Ad Vandelli, parole che gli sono sfuggite durante il suo intervento proprio riguardo alla trasformazione in spa. Parole forse dovute anche all’immenso lavoro determinato da questo passaggio epocale per la banca. «Il rinnovamento delle Popolari - ha aggiunto Vandelli - era necessario, certo si poteva concepire qualcosa di più progressivo, tanto più che la riforma arriva in un periodo storico-economico così complesso».

LE ACQUISIZIONI L’Ad è stato giocoforza incalzato dai giornalisti su temi di attualità, in particolare su possibili nuove acquisizioni e sulle attese aggregazioni ma era scontato che dall’assemblea non potessero uscire notizie clamorose o anticipazioni succose. E allora cerchiamo di accontentarci: «Unipol e Bper rappresentano due delle istituzioni finanziarie più significative dell'Emilia Romagna: è normale che ci siano contatti - ha detto Vandelli dopo le indiscrezioni sull'intenzione di Unipol di acquisire una quota tra il 2 e il 5% del gruppo bancario - Con Unipol siamo già insieme, ci sono partnership consolidate da anni nell'ambito assicurativo in Arca Vita, per cui siamo pronti a una riflessione in proposito».

E sulle aggregazioni ha così risposto a chi gli chiedeva conferma sulle anticipazioni per un possibile matrimonio con la banche popolari valtellinesi: «Al di là dei nomi e di qualche pista, riteniamo importanti le aggregazioni perché la crescita dimensionale in futuro farà la differenza, ma occorre non fare scelte azzardate perché con questo mercato gli errori si pagano molto cari».

Per l’amministratore delegato il tema centrale è quello della stabilità della governance della futura società per azioni: «Ci sono diversi fondi di investimento stranieri interessati al nostro gruppo - ha detto Vandelli - con una quota pari al 40-50% del capitale. Ma è auspicabile che ci siano anche i soci storici, le fondazioni del territorio e i fondi istituzionali per dare solidità alla governance». E qui si ritorna al cosiddetto “zoccolo duro”, a un patto particolare che possa costituire la garanzia contro futuri assalti da parte di grandi o grandissimi investitori da tutto il mondo, assalti inevitabili quando si diventa spa e sì è una banca di riconosciuta solidità.

LE NOVITA' Poi c’è il tema delle possibili ulteriori acquisizioni. Già Bper ha fatto spesa in Piemonte, dove alla Cassa di Bra si è aggiunta quella di Saluzzo e ora potrebbero anche entrare nel mirino quelle di Savigliano e Fossano, tutte in provincia di Cuneo ma tutte di piccole dimensioni. Diversa, e più complessa, l’ipotesi che riguarda Carife, la Cassa di Risparmio di Ferrara da tempo in gravissime difficoltà e che rientra fra le banche salvate dall’intervento statale. Bper si è esposta ufficialmente con una manifestazione di interesse per Carife. «Su questo tema - ha detto ieri Vandelli - la procedura sta andando per le lunghe rispetto a quello che era stato preventivato, il pacchetto informativo , il dossier necessario per fare le valutazioni sui dati contabili non arriva e quindi non possiamo fare un esame definitivo. Sinceramente io pensavo che alla data di oggi si potesse già parlare in termini concreti di questa ipotesi dopo la nostra manifestazione di interesse che, lo posso confermare, era rivolta alla Cassa di Ferrara per motivazioni territoriali, se si considerano i nostri legami in Emilia Romagna: anche a livello di Confindustria se non sbaglio si lavora ad aggregazioni che coinvolgono Modena, Bologna e Ferrara e quindi si può comprendere il nostro notevole interesse vista la vicinanza territoriale. Ma devo dire che il tempo non gioca a favore di queste operazioni, più si va avanti e più diventano complicate. Nicastro sta certamente lavorando al meglio ma si vede che i problemi di queste banche si stanno rivelando molto complessi e non è facile riuscire a completare i dossier necessari». È calato così il sipario sulla cooperativa Bper e una annotazione riguarda proprio le votazioni per approvare le proposte del Cda con questa formula societaria: alle ultime votazioni, verso le 13,30, all’invito del presidente Caselli di votare per alzata di mano rispondevano dalle 8 alle 10 persone in un salone deserto. Il bello e il brutto della coop.