Formigine: una città nascosta sotto l’antica Pieve di Colombaro

Resti archeologici scoperti a Colombaro di Formigine Blitz della Giunta. I M5s: «Coprirli con il cemento sarebbe una follia»

FORMIGINE. Un piccolo tesoro archeologico è venuto alla luce a Colombaro, nei pressi della Pieve di San Giacomo. Durante i lavori per la costruzione dell’oratorio, infatti, sono stati rinvenuti i resti di una cittadella romanica, d’altronde la Pieve è il monumento più antico del territorio formiginese, se ne ha memoria addirittura in alcuni documenti risalenti al 1127.

È possibile, dunque, che si tratti di un piccolo agglomerato sorto attorno alla Pieve. Ma di questo se ne stanno occupando gli archeologi, che da giorni lavorano nel sito per riuscire a strappare all’oblio del tempo quante più informazioni possibile. Il sindaco Maria Costi e la giunta nei giorni scorsi ha fatto un primo sopralluogo assieme agli studiosi per rendersi conto con i propri occhi del ritrovamento.

Resti sul cui futuro si interroga il Movimento 5 stelle, che ha presentato d’urgenza un’interrogazione a firma di Marco Giovannelli: «Non appena abbiamo saputo del ritrovamento, grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, ci siamo recati a Colombaro. Quello che si è rivelato davanti ai nostri occhi è qualcosa di davvero incredibile. Una vera e propria cittadella romanica. Un museo a cielo aperto da valorizzare, tutelare e restituire alla cittadinanza. Vista la storicità, il valore artistico e l’entità del ritrovamento, ci saremmo aspettati per condividere con l’intera comunità formiginese dello storico rinvenimento, almeno una conferenza stampa congiunta del Sindaco, dell’assessore competente in materia e della Soprintendenza ai beni culturali. Qualche residente ha sollevato il dubbio che forse non si vuole dare troppo risalto al ritrovamento per non bloccare eccessivamente i lavori della ditta che ha vinto l’appalto, ci auguriamo invece che il sindaco faccia richiesta urgente agli organi competenti affinché sul sito venga apposto al più presto un vincolo di tutela storico artistico». Giovannelli entra poi nello specifico: «Abbiamo chiesto se prima di effettuare gli scavi, sono stati realizzati sondaggi preventivi, se la ditta in questione è abilitata alla validazione archeologica per le opere pubbliche, se si è offerto supporto logistico di sorveglianza e custodia del sito. In attesa di risposte ci auguriamo che non si decida di coprire il tutto con una gittata di cemento». (gib)