Modena: Santo Sottile, l’africano di Vasco in “Colpa d’Alfredo”

L’amico racconta come è nata la canzone: «Avevo 18 anni ed ero dj con lui allo Snoopy»

MODENA Un gruppo di amici in discoteca. Uno di loro è attratto da una ragazza; tuttavia, a conquistarla è un altro. Un certo “africano che non parla neanche bene l'italiano” canta Vasco Rossi. Di chi è la colpa? Di Alfredo! “Che con i suoi discorsi seri e inopportuni mi fa sciupare tutte le occasioni…” e va avanti così il cantautore, originario delle nostre montagne.

«La dinamica della serata - ha specificato Santo Sottile, il “negro” della canzone - è stata proprio quella che viene descritta nel testo. Vasco ha sempre utilizzato la sua vita, le sue esperienze personali nei brani che scriveva. C'eravamo tutti noi, i suoi amici».

La canzone in questione, per chi non avesse indovinato, è “Colpa d'Alfredo”, traccia presente nel terzo album di Vasco Rossi, pubblicato nel 1980. Da allora di tempo ne è trascorso parecchio, eppure Santo Sottile, amico di vecchia data di Vasco, ricorda i mesi trascorsi insieme al cantante.

Come vi siete conosciuti?

«Facevamo entrambi i deejay in discoteca - ha risposto l'intervistato - io ero rimasto senza lavoro, così Vasco mi propose di andare a lavorare insieme a lui. Abbiamo fatto i dj allo Snoopy almeno per sei, sette mesi, uno a fianco all'altro. Era davvero bravo e non solo a fare il dj ma anche a giocare a “Space invaders”, era il più forte nel gruppo di amici».

A metter i dischi era bravo. Tuttavia, con le donne, da quello che canta in “Colpa d'Alfredo”, sembrava avessi la meglio, è vero?

«Beh diciamo che ero giovane, avevo 18,19 anni e un debole per le belle ragazze - ha ironizzato Sottile - ma la ragazza della canzone, una certa Daniela di Carpi, era solo una mia amica. Ecco perché uscì dal locale con me».

In questi anni vi siete tenuti in contatto?

«No, purtroppo. Da allora non l'ho più visto di persona. Mi farebbe molto piacere se passasse per Modena e si fermasse nel distributore di benzina dove lavoro da più di trent'anni».

Da dj a benzinaio. Cos'altro hai fatto in questi anni?

«Nel 1986 sono stato campione italiano di “sport production”. Correvo nel campionato italiano di moto di velocità. Gareggiavo con una Suzuki 1100».

Cosa ne pensi del concerto di Vasco a Modena previsto per l'anno prossimo?

«Sarei contentissimo di averlo qua, anche perché in anni recenti non ricordo di un suo concerto in città. A Bologna, a Reggio sì, c'è stato, ma nella sua città, almeno da quando è conosciuto a livello nazionale, no. Inoltre, avrei l'occasione per incontrarlo nuovamente».

Un incontro che sarebbe apprezzato non solo dall'amico Santo Sottile, ma dalle migliaia di fan modenesi. Classe 1952, “Il Blasco” pubblica album dalla fine degli anni Settanta. Canzoni ne ha scritte a centinaia. Canzoni che hanno fatto da colonna sonora ad intere generazioni. Le sue performance live riempiono ancora stadi e palazzetti, il suo pubblico è trasversale. I suoi brani sono spontanei, così come canta in “Una canzone per te”. “Le mie canzoni nascono da sole, vengono fuori già con le parole”. E forse sono proprio spontaneità e naturalezza le chiavi del suo successo pluridecennale.