Truffatore ruba foto di un bimbo morto a Castelfranco

Donna spilla denaro sul web sfruttando le immagini del figlio deceduto dell’assessore Giovanni Gargano

CASTELFRANCO C’è qualcosa di più infimo che sfruttare le sofferenze dei bambini a fini di lucro? È di questo che si parla quando si pronuncia il nome di Tytty Cherasien, una donna che per anni si è presentata come cooperante di origine araba e israeliana, con un passato segnato dalla morte della figlia e fidanzata con un fantomatico oncologo, Michael D. Kors, a capo di una fondazione per i bambini malati di cancro in Inghilterra. Ma né il medico nè Tytty Cherasien esistono.

Tytty è lo pseudonimo di Stefania Cianfrini, che ha rubato da Facebook le immagini di Tommaso Ederoclite per dare un volto al finto oncologo. A farne le spese non solo Tommaso, ma anche una quindicina di persone che hanno donato soldi per curare bambini siriani malati di cancro. Soldi rubati, perché neppure quei piccoli malati sono mai esistiti.

Chi, invece, è esistito realmente è Nicolò Leon, nato prematuro il primo gennaio del 2014 e morto dopo cinque mesi di dura lotta. Anche le sue foto sono state utilizzate da Tytty. Il papà di Nicolò, Giovanni Gargano, assessore di Castelfranco, narra la vicenda: «Tutto nasce con quanto è stato fatto per realizzare e promuovere il libro in cui racconto la breve, ma intensa vita di mio figlio (Nicolò Leon il generale bambino, ed. Agar) e dal progetto di donazione del latte materno alle neonatologie di Modena e Reggio, gestita dall’Associazione Buona Nascita. Questa persona ha preso indebitamente le foto della mia famiglia, speculandoci». Venerdì scorso Giovanni riceve un messaggio su Facebook da parte di una delle mamme che seguivano da tempo l’attività “umanitaria” di Tytty: un fulmine a ciel sereno.

«La chiamo - spiega Giovanni - e mi racconta tutto e io sprofondo sulla sedia. Trovo le foto di mio figlio su chat, Whatsapp e Facebook. Se avessi scoperto che, seppur in modo subdolo, il materiale era stato utilizzato a fin di bene, avrei potuto accettarlo. Ma questo no. Ed è l’amarezza più grande perché ho rivissuto i dolori e le angosce del 2014».

Ma l’assessore Gargano non vuole arrendersi: «Continuerò a informare le persone della possibilità di donare il latte materno, il farmaco più potente che i bimbi prematuri hanno a disposizione per aumentare la propria qualità di vita e di sopravvivenza. Conosco i rischi di proseguire a pubblicare, d’altra parte l’obiettivo è più alto rispetto alle bassezze di questi imbecilli». E sporgerà denuncia: «Anche perché conobbi personalmente questa donna anni fa quando ero direttore del Centro di permanenza temporanea e accoglienza di Modena – spiega - Voglio capire con chi ho avuto a che fare. Lo devo a mio figlio, alla mia famiglia e, tutti noi, ai nostri bambini».