Bretella,valanga di critiche: «Favori fiscali a opera inutile»

La notizia del nuovo passo avanti per la realizzazione della bretella autostradale, con la delibera del Cipe che si è espresso a favore delle misure di defiscalizzazione per la Campogalliano-Sassuolo,...

La notizia del nuovo passo avanti per la realizzazione della bretella autostradale, con la delibera del Cipe che si è espresso a favore delle misure di defiscalizzazione per la Campogalliano-Sassuolo, registra il malcontento di tante associazioni e partiti contrari alla bretella.

«Sollevano perplessità – commenta il comitato No bretella - i commenti entusiastici perché AutoCS spa, la società realizzatrice della bretella, non pagherà allo Stato le imposte per il periodo necessario a mantenere l’equilibrio economico-finanziario dell’opera».

«La legge – spiega il comitato - prevede la compensazione del contributo pubblico a fondo perduto (215 milioni di euro) tramite defiscalizzazione. Se così fosse, si tratterebbe di una diversa formula di finanziamento pubblico, che nulla cambierebbe nella sostanza. Diverso sarebbe un intervento di defiscalizzazione complessivo che consentirebbe di mantenere l’equilibrio economico-finanziario per tutta la durata della concessione. A maggior ragione se si pensa di eliminare i caselli, ossia il pedaggio che dovrebbe servire a ripagare i costi dell’infrastruttura (291 milioni di euro). In questo caso si starebbe realizzando quello scenario secondo cui la realizzazione della bretella in realtà non sarà in project financing, ma a carico del pubblico. Il costruttore gestisce tutta l’operazione come concessionario senza correre rischi, con la politica asservita agli interessi del privato».

«Non capiamo cosa ci sia da festeggiare – contesta anche il Prci - dal momento che assistiamo ad un modo indiretto per finanziare un progetto approvato sulla base di un impegno alla copertura dei costi con finanziamenti privati che, evidentemente, non sono così solidi. Perché, di fatto, ci troviamo di fronte ad un lauto aiuto di stato concesso da parte di un Governo che strangola di tasse cittadini e imprese, ma generoso nei confronti di chi progetta opere così inutili da non riuscire nemmeno a garantire agli investitori adeguati ricavi dai pedaggi nei 31 anni di concessione di gestione».