Ex consigliere a Modena, Sergio Celloni ora si candida sindaco a Bologna

L’ex consigliere comunale a Modena col centro-destra cattolico di Modena ora è uno dei nove candidati a sindaco a Bologna. Ha fondato una lista civica Gol lontano dai partiti tradizionali ispirata al liberismo. "Non ho mai smesso di fare politica. E Bologna è la mia città", spiega

MODENA. «Come sempre se si chiude una finestra, si apre un portone». Così Sergio Celloni commenta al telefono la sua rinascita da fenice del centro-destra cattolico: uscito dal Consiglio comunale di Modena nel 2014 perché non rieletto, l’imprenditore del settore tipografico-editoriale ritorna alle cronache questa volta come candidato a sindaco di Bologna.

Uno dei nove in lizza. Per tanti è una sorpresa, ma non per l’interessato: «Non c’è nessuno stupore e non capisco perché ci deve essere. Finita l’esperienza di Modena, ho continuato a fare politica per conto mio, fuori dai recinti ideologici dei partiti. Mi sono trovato con alcuni amici e imprenditori e abbiamo deciso di avviarci in questa avventura a Bologna. Che poi è la mia città».

Sì, perché si sbaglia chi crede che Celloni sia un modenese doc solo perché le Grafiche Sigem hanno sede a Modena.

«Io sono bolognese - spiega il candidato a sindaco - sono nato qui, mia moglie è di Bologna, lavoro a Bologna e ho sempre continuato a frequentare amici a Bologna seguendo la situazione locale. Non è così strano, dopo tutto: se si guarda la luna da Modena, Bologna non è tanto lontana».

La sua formazione è una lista civica chiamata Gol, acronimo che sta per Giustizia Onore e Libertà. Si colloca nel variegato centro-destra bolognese tra i partiti ufficiali e altri gruppi civici che provano a rompere lo schema dei partiti, sentito da tanti elettori come troppo asfittico e poco attuale. Dietro Gol un’iniziativa liberista nata dall’unione di intenti e ideali con altri imprenditori e l’ex An Francesco Rondine, un’idea maturata a Ferrara e ora concretizzata a Bologna.

«Mi chiedono perché candidarmi con una lista civica - spiega Celloni - ma io non cambio i partiti. È vero che a Modena sono transitato in Udc, Popolari Liberari con Giovanardi, Forza italia e Mpa, ma sono io che mi sento stretto nei partiti. Ho fatto e continuo a fare politica per passione. Anche senza un partito». Celloni fa conoscere il programma del Gol su Facebook con post in cui prende posizione su vari argomenti, non solo di stretta attinenza bolognese, sotto lo slogan “Con Gol vince Bologna, non vincono i partiti”.

«Noi siamo per la maggioranza imprenditori, professionisti e commercianti incazzati che hanno cuore i loro interessi e il bene di Bologna», scrive. Se Gramsci e Almirante sono sorprendentemente uniti in un post per una “politica apartitica”, se in un altro si sostiene che «parlare di Liberazione è anacronistico e demagogico», Celloni propone un ritorno a un liberismo economico unito alla priorità per la sicurezza nei quartieri in nome di una “liberaldemocrazia”.

E i consensi? Vedremo. «Abbiamo 700 sottoscrittori», scrive.