Modena, Cencetti & Co.: 50 richieste di processo

La Procura vuole rinvii a giudizio per l’ex Dg, dirigenti ospedalieri, manager delle coop “rosse” e un docente di Economia

MODENA. Inchiesta “Last Business”: dopo due anni di indagini sul giro di appalto e mazzette al Policlinico ai tempi della direzione generale di Stefano Cencetti – 2007/12 – la Procura ha concluso definitivamente l'opera di scavo nei meandri di un sistema di abusi d'ufficio, corruzione e turbative d'asta che vedevano intrecciate figure manageriali ospedaliere e dirigenti di colossi delle coop “rosse” emiliane più altre aziende interessate ad appalti finiti sotto la lente d'ingrandimento dei pm Marco Niccolini e Pasquale Mazzei, coordinati dal procuratore Lucia Musti. Cinquanta in tutto le richieste di rinvio a giudizio, quasi tutte riguardanti persone fisiche (le aziende non sono ancora note).

Tra queste: l'ex Dg Stefano Cencetti, i dirigenti del Policlinico Alessandro Bertacchi, Monica Pantaleoni (Comitato etico), Gianfranco Baraghini, la psicologa Paola Vandelli. Per il versante riguardante la presunta raccolta di denaro frutto di corruzione e donazioni “sporche” alla Hfm, alla Multiline e al Poliambulatorio privato di Carpi Aquatic, chiesto il processo non solo per Cencetti ma anche per la moglie Maurizia Viviani e il socio reggiano Mauro Amadei. Richiesta anche per il politico coinvolto nell'indagine: l’ex deputato diessino (l'ex Pd) di Arezzo Vasco Giannotti e della sua compagna Giorgina Artiano, soci della inflluente società di consulenza Gutenberg nella città toscana sulla quale, secondo l'accusa, si triangolava parte delle ditte assegnatarie destinato a Cencetti. Poi c'è una lunga lista di manager delle coop “rosse” alle quali venivano assegnati i lavori spesso senza gare d'appalto e altre volte come varianti di altri appalti: tra i nomi più in vista, per la Cmb l'ex presidente Roberto Casari e il suo ex direttore commerciale Nicola Verrini, per la Ccc (il colosso bolognese che coordina appalti e opere per altre cooperative) il direttore commerciale Giorgio Benedetti di Modena. Si aggiungono Wainer Reggiani di Modena per la Cnsc di Bologna e Coopservice di Reggio, Augusto Orsini di Lodi e Luciano Facchini di Udine per Service Italia. In lista c'è anche per un indagato a se stante, Tommaso Fabbri, docente universitario di Economia e presso la Fondazione “Biagi”, nonché dirigente dell'Area formazione del Policlinico.

La Regione si vuole costituire parte civile, così come farà il Policlinico. Ora il dossier passa in mano al gip che dovrà fissare la data per l'udienza preliminare.

Si conclude così una delle più importanti inchieste della Procura di Modena partita a margine dell'inchiesta di Cardiologia: è stata proprio una telefonata intercettata alla professoressa Maria Grazia Modena, allora direttrice di Cardiologia, a svelare i primi accenni di un sistema di opere da milioni di euro - fino a 130 milioni per il Global Service, noto come “Appaltone” - in cambio di denaro “sporco”. Sarebbe meglio parlare di “assegnazione di lavori”, dal momento che nei numerosi casi studiati dai due sostituti procuratori di gare di appalto ce ne sono poche e proprio per questo il reato più frequentemente contestato è proprio la turbativa di libero incanto: Cencetti agiva sempre al margine delle possibilità legali ma formalmente in modo ineccepibile. I due pm, infatti, sostengono che Cencetti e i manager delle aziende non avevano un rapporto professionale ma di un genere molto più stretto e perverso: secondo loro l'ex direttore del Policlinico aveva un atteggiamento di sottomissione nei confronti dei colossi vicini al Pd. Anzi, in alcune intercettazioni ambientali nel suo ufficio, l'ex direttore si lascia andare a confidenze sul cosiddetto “sistema” che diceva di favorire attivamente per procacciare lavoro ai colossi emiliani e per aumentare, non è chiaro come, la sua nomea per i politici di manager “attivo” nel sistema. Questo sistema in cambio gli garantiva un fiume di denaro sul conto delle sue società (Hfm e Multiline) direttamente attraverso sponsorizzazioni per i congressi medici che organizzava con Amadei oppure attraverso triangolazioni: la Procura sostiene di aver individuato un chiaro flusso di denaro attribuito a consulenze tra la Gutemberg, organizzatrice nazionale di congressi e consulenze mediche, e Cencetti in veste di consulente.