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La ricostruzione del sisma di Novi: una sola pratica chiusa in un mese

In aprile emessi 9 “sal” di pagamento, uno soltanto di fine lavori. E a febbraio erano stati tre Restano attivi 652 procedimenti. «Dopo quattro anni di questo passo si fatica a essere ottimisti»

NOVI. Che il terremoto comportasse un rimescolamento dell’equilibrio economico e sociale nelle comunità era prevedibile.

Che catapecchie del valore di poche migliaia di euro si sarebbero trasformate in lussuose ville o edifici, e viceversa, è una lamentela - o una constatazione - diffusa in tutto il cratere. Che la ricostruzione non rispetti, in alcuni casi clamorosamente, le ottimistiche tempistiche previste nelle ordinanze regionali, così come nel buon senso, è una valutazione “macro-econom ...

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NOVI. Che il terremoto comportasse un rimescolamento dell’equilibrio economico e sociale nelle comunità era prevedibile.

Che catapecchie del valore di poche migliaia di euro si sarebbero trasformate in lussuose ville o edifici, e viceversa, è una lamentela - o una constatazione - diffusa in tutto il cratere. Che la ricostruzione non rispetti, in alcuni casi clamorosamente, le ottimistiche tempistiche previste nelle ordinanze regionali, così come nel buon senso, è una valutazione “macro-economico-legale”che ancora nessuno ha fatto, ma che tanti vivono o temono sulla loro pelle, a distanza di quattro anni dal sisma.

Che ci siano gli inscalfibili entusiasti della ricostruzione e i contestatori della stessa ricostruzione è conseguentemente inevitabile. A fare un po’ di chiarezza sui numeri, e sui ritmi, sono poi le statistiche. Purtroppo a loro volta spesso “interpretate”, in un senso o nell’altro.

A denunciare - in chiave negativa - la situazione di Novi è il comitato “Lega... con Noi”, l’associazione che ha portato Matteo Salvini in paese (con opposte valutazioni) e tra l’altro che da tempo contesta la gestione di quanti vivono nei Map.

«Dove - afferma Marzia Diacci - ci sono casi umani difficili. E dove qualche giorno fa nessuno più disponeva dell’adeguato allacciamento alla linea Enel, tranne la altrettanto povera signora che aveva ricevuto la visita di Salvini ed era stata poi, per questo, oggetto di parole inaccettabili una volta recatasi in municipio a chiedere aiuto».

Lega ... con Noi interpreta negativamente i dati sulla ricostruzione: «L’aggiornamento al 30 marzo 2016 - evidenzia Diacci, leggendo dal sito del Comune - ci spiega che da febbraio sono state emesse 4 cambiali Errani. Quattro in un mese. E che sono stati erogati in un mese 20 Sal, pagamenti parziali, dei quali solo tre finali. Quindi, in un mese - marzo - sono arrivate a conclusione solo tre pratiche. Per la situazione di Novi non è esattamente entusiasmante, diciamo così...».

Aprile ha riservato peraltro ulteriori elementi di riflessione: «Le cambiali emesse passano da 420 a 423», si legge sul sito del Comune. Quindi tre cambiali al mese, tre progetti approvati per il finanziamento. In tutto, si legge sul sito del Comune, i procedimenti attivi Mude sono 652, mentre le richieste sono state 688, perché 36 sono state ritirate o archiviate.

Ebbene, dopo un ulteriore mese - da marzo ad aprile - raggiungiamo la cifra di 9 sal, 9 pagamenti. Uno solo dei quali è un “sal finale”, un pagamento di fine lavori. «Viaggiamo in pieno periodo favorevole all’edilizia, per via della stagione, ad un sal finale in un mese. Una casa pronta al mese e centinaia di pratiche aperte... Senza entrare nel merito delle difficoltà dei cittadini a farsi risarcire l’effettività dei danni e dei sacrifici di questi quattro anni, non ce la sentiamo ad oggi, con questi ritmi, di unirci al potente coro degli entusiasti», dicono al comitato.