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Le chiese di Modena rinascono le altre no

Difficoltà per le strutture più danneggiate anche se si fanno progressi. Ogni paese ha un luogo di culto

Le chiese sono uno dei tasti dolenti della ricostruzione. Cattedrali che vantano centinaia di anni di storia, realizzate con tecniche ormai vetuste e vincolate ai diktat della Soprintendenza.

«Si è cercato con la massima sollecitudine - dice il Vicario Generale monsignor Giuliano Gazzetti - di dare priorità alla riapertura delle chiese per renderle agibili e unitamente provvedere al ripristino delle strutture parrocchiali dei centri più colpiti. Si è cercato innanzitutto di garantire ad ogni ...

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Le chiese sono uno dei tasti dolenti della ricostruzione. Cattedrali che vantano centinaia di anni di storia, realizzate con tecniche ormai vetuste e vincolate ai diktat della Soprintendenza.

«Si è cercato con la massima sollecitudine - dice il Vicario Generale monsignor Giuliano Gazzetti - di dare priorità alla riapertura delle chiese per renderle agibili e unitamente provvedere al ripristino delle strutture parrocchiali dei centri più colpiti. Si è cercato innanzitutto di garantire ad ogni parrocchia di avere almeno un luogo in cui la comunità parrocchiale potesse celebrare la liturgia e svolgere le attività».

Sono 47 gli interventi relativi al Piano opere pubbliche 2013-14, con circa 40 milioni di euro erogati; di questi 12 sono con progettazione preliminare in corso; 21 con progettazione esecutiva in corso di cui due con bando di gara in fase di stesura: la chiesa di San Francesco a Modena e la chiesa di Sant'Egidio Abate a Cavezzo; altri due con procedura di gara per affidamento dei lavori: la chiesa di Cittanova e la chiesa di San Giorgio a Modena; una con lavori in corso, l’Abbazia di Nonantola.

I lavori conclusi sono 7: la chiesa della Madonna delle Grazie di San Clemente; la chiesa di San Pietro Apostolo a Modena; la chiesa di San Lorenzo della Pioppa; San Pio X a Modena; l’oratorio Madonna del Bosco a Camposanto; l’oratorio di Sant’Anna a Cavezzo; e l’oratorio della Gaviola, a Disvetro di Cavezzo.

Le chiese con lavori in corso sono due, quella di Rivara e quella di Camposanto che sarà riaperta il 29 maggio. Gli edifici aperti sono 16, 31 quelli ancora chiusi.

Sono già stati stanziati altri 9 milioni di euro (ordinanza 11/2016) che permettono all’Arcidiocesi, con il Piano Annuale Beni Culturali 2015-16, di completare tutti gli interventi iniziati con il Piano precedente.

«Rimane il problema della chiese “nane” (le chiese che hanno avuto crolli o lesioni superiori al 50%) dove si auspica un percorso condiviso con la Sovrintendenza e la Regione per decidere gli interventi più opportuni - spiega la Diocesi - Il lavoro ci impegnerà ancora per diversi anni, ma ci sembra comunque doveroso fin d’ora ringraziare i sacerdoti e le loro comunità parrocchiali. Non possiamo dimenticare infine che le parrocchie e i loro parroci sono state sul territorio una lodevole testimonianza di fede e speranza per tutti».