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20 e 29 maggio: terremoto nella Bassa, i giorni che cambiarono le nostre vite

Alle 4,03 una scossa di magnitudo 5.9 distrugge case, aziende, secoli di storia. È l’inizio di un libro di tragedie e speranze LO SPECIALE TERREMOTO - TUTTI I VIDEO

Così lontano e così vicino. Ogni anno arriva il momento di fare i conti con il calendario. Con la notte e l’alba del 20 maggio di quattro anni fa. E la memoria corre. Dove eravate quella notte? Cosa stavate sognando alle 4,03 del 20 maggio 2012? C’erano bimbi che il giorno dopo dovevano fare la Comunione? Famiglie pronte per il pranzo. Una gita. E dopo? Rimontate il filmato della vostra vita di quel giorno.

Terremoto ...

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Così lontano e così vicino. Ogni anno arriva il momento di fare i conti con il calendario. Con la notte e l’alba del 20 maggio di quattro anni fa. E la memoria corre. Dove eravate quella notte? Cosa stavate sognando alle 4,03 del 20 maggio 2012? C’erano bimbi che il giorno dopo dovevano fare la Comunione? Famiglie pronte per il pranzo. Una gita. E dopo? Rimontate il filmato della vostra vita di quel giorno.

Terremoto: ecco i suoi danni alla Bassa

Fate un salto nel passato e fermatevi a riflettere. Ricordare. Ogni anno e per tutta la nostra, vostra vita, il calendario vi riporterà con la mente, con il batticuore, con gli incubi, con le lacrime, con la forza della disperazione e del coraggio della rinascita di noi Modenesi e Emiliani a quelle lancette ferme alle 4,03.

Sisma, la Bassa ricorda il 29 maggio

Da quattro anni non c’è giorno o quasi che la Gazzetta non dediche pagine, titoli o anche poche righe al libro che il terremoto ha iniziato a scrivere nella nostra vita.

IL DOSSIER: TERREMOTO IN EMILIA

Pagine drammatiche, tragiche, poi di solidarietà, speranza, polemiche, sorrisi per porte di casa e aziende che riaprono. Pagine di ricostruzione e di inchieste scoperchiate su chi sul terremoto, sulle tragedie, voleva fare affari. Sporchi. Un libro che si è preso pagine della nostra vita.

LO SPECIALE: TUTTI I VIDEO

Ma siamo qui. L’Emilia e la Bassa Modenese si stanno rialzando pur dovendo fare i conti anche con la più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi. E noi, come promesso, ci saremo fino all’ultima pagina di questo libro che nessuno avrebbe voluto scrivere. (Gianluca Pedrazzi)

COME ERA NEL 2012, DOVE SIAMO NEL 2016 COSA C'E' ANCORA DA FARE

In questo speciale abbiamo cercato di tracciare un quadro di quello che è stato fatto in questi 4 anni da quelle due tragiche giornate del 20 e del 29 maggio 2016. Di lavoro da fare ce n'è ancora tanto, la ricostruzione non è completata. Ma al tempo stesso non si può dire che la Bassa e l'Emilia Romagna non siano ripartite.

L'Emilia adesso, 365 giorni dopo il terremoto

Le inaugurazioni in questi anni si sono moltiplicate, tante le case che sono state ricostruite, costruite, sono tornate ad essere abitate. Raccontiamo tutto questo insieme alle immagini che ricordano da dovie si è partiti quando quella serie di drammatiche scosse ha cambiato le vite di tutti i modenesi coinvolgento il paese intero

BILANCIO DELLA RICOSTRUZIONE.  A quattro anni di distanza, 19mila cittadini hanno ripreso possesso delle loro case e 25 paesi del cratere su 60 hanno quasi completato la ricostruzione. Sono alcuni dei primi risultati degli interventi post sisma messi in atto dalla Regione. Un bilancio che fotografa la situazione attuale di abitazioni private, patrimonio immobiliare pubblico e imprese danneggiati dal terremoto.

IL GOVERNATORE BONACCINI:" LA BASSA TORNERA' PIù BELLA DI PRIMA" E ora ridiamo identità ai centri storici crollati. È questa la sfida che ci attende, insieme all’accelerazione nella ricostruzione di case e imprese. E facciamolo secondo un disegno preciso: niente new town, sì invece al recupero di piazze e luoghi al momento smarriti, perché è nel nostro passato che costruiamo presente e futuro. E ce la faremo, venendo da 4 anni di intenso lavoro, per una ricostruzione che procede e che accelera, certificata dai 19mila cittadini già rientrati nelle loro abitazioni. Segue

Reportage/ Novi una città sottosopra

NOVI: LA RICOSTRUZIONE PROSEGUE. I moduli abitativi temporanei all’inizio erano 125 (80 a Rovereto e 45 a Novi capoluogo), al momento ne sono rimasti solo 35. Dei 35 nuclei ancora presenti sul territorio di Novi, 7 hanno già pianificato la loro uscita nei prossimi mesi, attraverso i canali di assistenza ancora attivi. Per saperne di più

Terremoto/ Mirandola: una città in ginocchio

MIRANDOLA E IL CENTRO DA RICONQUISTARE Tanto visibili sono state le ferite del sisma, quanto stanno iniziando a divenire tangibili i segni della ricostruzione. Mirandola è stata ferita dalle scosse, come testimoniano le impalcature che puntellano la larga parte del centro storico e degli edifici di periferia. Ma i progetti per riedificare quanto è stato demolito non mancano.Per saperne di più

Terremoto/ In volo sopra Finale


FINALE EMILIA: I SOLDI PER RICOSTRUIRE LA TORRE È il commiato di Fernando Ferioli, che non si ricandiderà, ma che ha strappato alla Regione gli ultimi fondi per i beni pubblici. Arriverà a breve il nullaosta per ricostruire la Torre dell’Orologio, prima spezzata e poi crollata. Si parla di uno stanziamento da circa un milione di euro, che Finale aveva perso in passato dopo il dietrofront di un Consorzio nazionale. Ma non è l’unica buona notizia Per saperne di più

San Felice ferita dal terremoto

SAN FELICE: IL QUADRILATERO SNODO DEL PAESE.  L’obiettivo è far ripartire il centro storico ed è attorno al quadrilatero via Mazzini, via Ferraresi, piazza della Torre dell’Orologio ( crollata e da ricostruire) che si giocherà il rilancio del cuore del paese nei prossimi mesi. Per saperne di più

Terremoto/ Cavezzo scene da un disastro

CAVEZZO: 100 MILIONI PER LE CASE Pesantemente dilaniata dalle scosse, in particolare di quel 29 maggio, Cavezzo si sta rialzando dalle ferite del sisma. Lo dimostrano i dati delle cosiddette cambiali Errani elargite per la ricostruzione o il ripristino degli edifici a uso abitativo che hanno subito gravi danni.Per saperne di più

Viaggio nel duomo di Carpi: i lavori dopo il sisma

CARPI: LA RICOSTRUZIONE VEDE LA FINE Le pratiche Mude presentate che hanno avuto diritto all’erogazione di un contributo sono state 272 per un totale di 56 milioni di euro per i relativi interventi di ricostruzione di cui 34 milioni già erogati (opere concluse). Si è data priorità alle pratiche inerenti le aziende agricole le quali usufruiscono di finanziamenti europei che rischiano altrimenti di perdere. Per saperne di più

TERREMOTO/Concordia, una situazione disastrosa

CONCORDIA SI INAUGURANO LE OPERE Se gli assegnatari di Map, all’indomani del terremoto erano 95 ora sono 8 i nuclei familiari nei moduli.  Sul fronte degli edifici pubblici, invece i lavori al cimitero monumentale termineranno all’inizio del prossimo anno con un cantiere di 2,5 milioni.Per saperne di più

San Possidonio, nel cuore del paese ferito dal terremoto

SAN POSSIDONIO: C'E' ANCORA TANTO DA FARE Delle 73 famiglie che inizialmente occupavano i Map ne sono rimaste 11: 3 dovrebbero andare via entro giugno, le altre a dicembre. Meno di un centiaio, invece, le famiglie alloggiate in sistemazione autonoma e assistite dal Comune.Per saperne di più

Viaggio nella Camposanto ferita dal terremoto

CAMPOSANTO: PRONTI MUNICIPIO E CHIESA Sono 42 i nuclei famigliari che stanno ancora ricevendo una forma di assistenza, di cui due stanno ricevendo gli ultimi contributi in attesa di affrontare un percorso autonomo. Per saperne di più

Terremoto/La devastazione colpisce anche Medolla

MEDOLLA RIPENSA LE SUE PIAZZE Il totale delle pratiche Mude per il ripristino o la ricostruzione degli edifici ad uso abitativo e edifici rurali strumentali aggiornate a fine marzo, per Medolla ammonta a 320. Per saperne di più

Mirandola, nella chiese ferite a due anni dal sisma - 3

LE CHIESE VERSO LA RICOSTRUZIONE Cattedrali che vantano centinaia di anni di storia, realizzate con tecniche ormai vetuste e vincolate ai diktat della Soprintendenza. «Si è cercato con la massima sollecitudine - dice il Vicario Generale monsignor Giuliano Gazzetti - di dare priorità alla riapertura delle chiese per renderle agibili e unitamente provvedere al ripristino delle strutture parrocchiali dei centri più colpiti. Per saperne di più

Palma Costi: "E' ora di ridare vita ai nostri centri storici"

L'ASSESSORE COSTI E LA RICOSTRUZIONE Sistemate, bene o male, le questioni legate alla ricostruzione delle abitazioni private, annotato il grande balzo in avanti dell’industria biomedicale e manifatturiera avanzata, pressoché archiviate le vertenze sui moduli abitativi degli sfollati, è il momento di ridare vita, coraggio e vigore ai centri storici abbandonati dopo le scosse di terremoto. Quattro anni dopo il sisma che ha devastato quattro province, Palma Costi, assessore regionale alla Ricostruzione, traccia il percorso che dovrà portare a realizzare una promessa fatta da Vasco Errari e Stefano Bonaccini, oltre che dai sindaci: i cuori storici dei paesi non moriranno, anzi rinasceranno. l'intervista

Terremoto/ In volo sopra San Felice

Terremoto/ In volo su Cavezzo e Mirandola

Terremoto/ Nelle campagne tra Mirandola e Medolla

 

Terremoto/Anche Camposanto in forte difficoltà

Terremoto/ Medolla: la situazione nei campo sfollati

Terremoto. La situazione a Novi

Novi, il paese ha perso la sua torre

TERREMOTO/ Concordia duramente colpita

TERREMOTO/Tra gli sfollati di San Possidonio

Terremoto/Reportage da Cavezzo

Reportage: Cavezzo, travolta dal terremoto