Cpl Concordia, chiesti 24 rinvii a giudizio

Impianto fotovoltaico nel parco barese

La grande truffa delle rinnovabili in Puglia: fissata in ottobre l'udienza preliminare, la Procura chiede il processo per Casari, Rinaldi e altri dirigenti dell’ex staff della coop per la presunta richiesta indebita di 16 milioni di contributi statali per l'energia dai pannelli fotovoltaici

CONCORDIA. Ventiquattro richieste di rinvio a giudizio. Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere. Per la maggio parte di loro, si aggiunge l’accusa è di truffa aggravata finalizzata a ottenere ingiuste erogazioni dello Stato. Per uno, il falso in atto pubblico. È la richiesta del pm Marco Niccolini al termine delle indagini sul caso degli impianti fotovoltaici installati dalla Cpl e gestiti da piccole società nel Parco Lama Balice in provincia di Bari. Una truffa colossale, secondo la Procura di Modena, che avrebbe fruttato 16 milioni di euro, l’equivalente dei beni sequestrati in settembre.

L’udienza preliminare è fissata per il 3 ottobre davanti al giudice Andrea Romito. Imputato “eccellente” sarà ancora una volta Roberto Casari, ex presidente di Cpl Concordia, difeso dagli avvocati Massimo Vellani e Roberto Chiossi. Con lui, l’ex braccio destro Maurizio Rinaldi. E poi ci sono altre figure apicali del passato staff della cooperativa. Davanti al giudice compariranno anche i legali rappresentanti delle dieci piccole aziende che gestivano gli impianti nei lotti dentro il parco tra i Comuni di Turi e Noci. Ci sono anche Francesco Fauzzi, 63 anni, barese della Fauzzi Costruizioni; Pietro Novielli, 53 anni di Turi con la moglie Vilma Belloni; Nicola Morgese, di 35 anni, di Acquaviva delle Fonti ma residente in provincia di Modena; e una serie di altre figure locali tra le quali spicca l'ingegner Luca Aquilino, 32 anni, di Alberobello.

CONFORMITA' URBANISTICA SOTTO ACCUSA. Unico accusato di falso, questi è il progettista che secondo la Procura ha presentato una conformità urbanistica per gli impianti nei singoli appezzamenti non aderente la normativa urbanistica della Regione Puglia. Per tutti, come detto, l’accusa è di associazione a delinquere: il pm Niccolini ritiene che fossero tutti collegati e consapevoli di agire per un unico scopo: installare otto impianti fotovoltaici frazionati in terreni gestiti da piccole ditte in modo tale da ottenere gli ingenti contributi statali per le energie rinnovabili che diversamente, con un unico appezzamemto, non avrebbero mai ottenuto.

DECISIVA L'INDAGINE DELLA GUARDIA DI FINANZA. Il lavoro investigativo, condotto dalle “Fiamme Gialle” di Monopoli, ha portato alla conclusione che la creazione di queste dieci microaziende fosse solo un escamotage per arrivare a questo obiettivo con caleidoscopici giri di presenze societarie, non necessariamente controllate. Come la “Noci Solar 1 srl” e la “Noci Solar 2 srl,” aziende con sede legale proprio nella stessa via della Cpl Concordia, controllate da Cpl solo per il 49% delle quote societarie; formalmente avevano quindi una quota di maggioranza diversa riconducibile secondo la finanza a un industriale locale proprietario di una multinazionale.

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