Nuova piazza Roma a Modena, è tempo di “collaudi”

Modena. Fontane, vasche, illuminazione, sporcizia: uno studente universitario ha stilato una originale pagella

MODENA Enrico è uno studente universitario, di 21 anni. Risiede in centro e nei mesi scorsi si è appassionato ai lavori di trasformazione di piazza Roma. Ha seguito passo passo i cantieri ed ha esaminato attentamente l’opera finita. Oggi a sette mesi dalla completa pedonalizzazione della piazza ha realizzato una sorta di pagella che ha inviato al nostro giornale evidenziando quelli che, a suo parere, sarebbero una serie di problemi che meriterebbero di essere corretti per completare al meglio il lavoro di pedonalizzasione e qualificazione.

Il suo giudizio è negativo per quel che riguarda la pavimentazione, le vasche di laminazione, le fontane e l'illuminazione. Fino ad ora, va detto, piazza Roma non è sembrata pienamente sfruttata con eventi davvero di qualità anche se la sua liberazione della auto ha restituito un ambiente bellissimo in rapporto allo splendido palazzo ducale seicentesco. «Sono passati sette mesi - spiega Enrico - dalla inaugurazione di piazza Roma, un tempo credo congruo per registrare tutto e fare i dovuti collaudi dopo la pedonalizzazione. Io mi sono divertito a notare come vanno le cose: subito pensavo che si trattasse di dettagli che notavo solo io che passo qui ogni giorno, ma poi ho notato che tanti che si fermano in piazza condividono le mie idee».

PAVIMENTAZIONE. Vediamo i problemi «Parto dalla pavimentazione. Sappiamo tutti che sono necessarie sabbia e ghiaia per fornire un adeguato assestamento del ciotolato, ma penso che ne siano state riversate in quantità eccessive. La conseguenza è che la piazza risulta polverosa e quando piove si crea spesso del pantano, i camminamenti obliqui creati per percorrere la piazza si sporcano spesso di ghiaia così come le vasche di laminazione, ossia i veli d'acqua».

VASCHE DI LAMINAZIONE. Anche le tanto discusse dai modenesi vasche di laminazione vengono esaminate.

«Io rilevo dei problemi in queste strutture che ricordano i canali che fino all’epoca antica attraversavano la piazza e oggi sono presenti nel sottosuolo. Oltre al fatto che sono sempre sporche per la troppa sabbia presente mi pare che siano pulite poco spesso, ma soprattutto c'è il problema che l'acqua non copre esattamente tutti gli angoli delle vasche che così restano asciutti. Ho notato che all'inizio l'impresa che ha realizzato l'opera ha provato a limare i bordi e a lavorare sulle pendenze, ma il problema non si è risolto. Dobbiamo accontentarci di avere una opera, nuova, ma sempre sporca».

FONTANE A SINGHIOZZO. Veniamo alle due fontane che emanano i getti d'acqua. «Queste sono il problema più evidente perché i tecnici che hanno realizzato le opere da novembre a oggi ogni settimana montano e smontano i getti per farli lavorare adeguatamente. Ma dopo sei mesi ancora non ci sono riusciti e non stiamo parlando della fontana di Trevi: così spesso le fontane sono spente o funzionano male perché sono scoordinate tra loro. Inoltre i giochi d'acqua che dovrebbero creare spettacolo sulla piazza vedo che quando sono attivi sono illogici: si attivano alternativamente, poi la sequenza si interrompe, poi spruzzano tutti insieme poi si ritorna indietro. Si spruzza ancora in sequenza con uno dei getti che prosegue ininterrottamente e l'altro che funziona a 20 centrimetri di altezza. Se uno segue bene nota una certa illogicità. Ma vedo spesso gli idraulici al lavoro e quindi mi chiedo se dobbiamo tenerci un'opera, pagata con fondi pubblici oltre 2 milioni di euro, che non funziona».

ILLUMINAZIONE. Almeno salva l'illuminazione? Piazza e Palazzo Ducale oggi risaltano bene.

«Sul sito del Comune c'è il progetti illuminotecnico con fari dedicati a ciascuna statua del palazzo e a quella di Ciro Menotti presente in piazza oltre a numerosi punti luce. In realtà si sono solo sostituiti i vecchi proiettori a incandescenza con nuovi a led il cui cono di luce si limita ad alcune parti della facciata del Ducale». La parola alla difesa.

Stefano Luppi