Come speleologi tra i rumori di caprioli e allocchi

PIEVEPELAGO. È una notte fredda e ventosa. Siamo nel centro di Pievepelago. Da qui parte la nostra avventura alla ricerca dei lupi. Una serie di curve tortuose ci conducono in un luogo strategico...

PIEVEPELAGO. È una notte fredda e ventosa. Siamo nel centro di Pievepelago. Da qui parte la nostra avventura alla ricerca dei lupi. Una serie di curve tortuose ci conducono in un luogo strategico dell’Appennino: sarà il nostro punto di partenza. Indossati gli scarponi da montagna, è il momento delle torce. La dotazione prevede una varietà da speleologi cosicché le mani sono libere per afferrare saldamente i bastoncini da trekking. Quando tutti sono pronti arriva l’istante atteso: inizia la marcia. Il percorso, tutto in salita, è completamente al buio. Intorno solo alberi, vento e stelle a guidarci nel cammino. La tecnica utilizzata per richiamare il lupo è il wolf-howling, ovvero l’ululato indotto. Il verso del lupo viene riprodotto da un registratore dotato di un amplificatore. Dopo aver individuato il luogo idoneo per il richiamo si accende lo strumento. Il suono riprodotto durante l’escursione è registrato dall’ululato emesso da un esemplare. Tuttavia, è possibile imparare a riprodurre il suono degli animali. Riprodotti i suoni gli sguardi si spostano intorno a noi e si tendono le orecchie. A rispondere potrebbero essere anche altre specie, come allocchi e caprioli. E se non si ascoltano ululati... tranquilli. In Appennino torneranno escursioni a “caccia” di lupi. (m.s.)