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Modena, al Sant’Agostino raddoppiano i costi

Il progetto delle Torri

Da 60 a 120 milioni di euro con un aumento di spazi per biblioteche, Estense e musei. Ma le torri sono in... bilico

MODENA. E dire che il progetto che unisce il restauro del S.Agostino con la manutenzione dei vicini Palazzo dei Musei ed ex ospedale Estense non doveva subire modifiche sostanziali ma solo una integrazione. Ieri, alle commissioni comunali riunite, il sindaco Giancarlo Muzzarelli ha invece spiegato che i costi lievitano dai 62 milioni di euro previsti per il SantAgostino al doppio, almeno 120 milioni per intervenire anche sugli altri due palazzi storici vicini.

I nuovi fondi - soprattutto dell ...

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MODENA. E dire che il progetto che unisce il restauro del S.Agostino con la manutenzione dei vicini Palazzo dei Musei ed ex ospedale Estense non doveva subire modifiche sostanziali ma solo una integrazione. Ieri, alle commissioni comunali riunite, il sindaco Giancarlo Muzzarelli ha invece spiegato che i costi lievitano dai 62 milioni di euro previsti per il SantAgostino al doppio, almeno 120 milioni per intervenire anche sugli altri due palazzi storici vicini.

I nuovi fondi - soprattutto della Fondazione Cassa di risparmio e del Ministero per i beni culturali, per almeno la metà però ancora da reperire - serviranno infatti anche per allargare enormemente la Galleria Estense, i musei civici, l'archivio comunale. Ma i costi, appunto, per l'intero progetto lievitano enormemente, così come i tempi di realizzazione. Il primo cittadino inoltre ha parlato di 8-10 anni per il completamento di un progetto dedicato alla cultura che sarà ampio almeno 40mila metri quadrati in totale. Ma a fianco di queste informazioni che confermano l'intenzione di Comune e Fondazione a proseguire nonostante le polemiche in città, con il sicuro trasferimento della biblioteca Estense con la Poletti nella nuova sede, va registrato il possibile abbandono del segno distintivo del S.Agostino stesso. E sarebbe clamoroso.

Si tratta naturalmente delle due torri disegnate prima di morire da Gae Aulenti, su cui ieri nei corridoi Muzzarelli spiegava: «In conferenza dei servizi porteremo l'intero progetto del Sant’Agostino, ma se nasceranno problemi sulle torri di Gae Aulenti non ci impiccheremo certamente a questo segno architettonico rischiando che tutto il progetto fallisca». Torri fortemente a rischio quindi, tanto che durante l'incontro ufficiale con i consiglieri comunali né sindaco né vertici della Fondazione hanno fatto il minimo cenno agli edifici della Aulenti che dovrebbero contenere 800mila volumi su cui fino a poco fa si puntava molta della propaganda legata al progetto. Certo un bel problema, questo, visto che anche la Fondazione per il logo ufficiale del Sant’Agostino le ha scelte a rappresentare l'intero progetto dell’ex ospedale ducale.

In ogni caso, se tutto quanto annunciato verrà completato, ci sarà a Modena un intervento da grande città europea. Ma i “se”, appunto, sono moltissimi, con queste cifre e tempistiche in ballo. L’amministrazione comunale intende fare presto, insediando già a luglio la conferenza dei servizi che diverrà operativa a settembre e permetterà di iniziare a discutere prima sul restauro di Palazzo dei Musei e retrostante ex Estense e successivamente appunto del S.Agostino. Si presenta inoltre all’orizzonte un altro problema di non poco conto, come il cantiere del S. Agostino stesso. Nel 2014 a vincere il succoso appalto di restauro, da 38,7 milioni di euro, è stata l'impresa cooperativa Consorzio Cooperative Costruzioni (CCC) in associazione con la coop Cme e Iti Impresa generale spa. E' pronto inoltre da molti mesi, curato anche da Ingegneri Riuniti, il progetto esecutivo di manutenzione. Ma ovviamente, causa sentenza sfavorevole del Tar, il cantiere non è mai partito. E non è difficile immaginare l'umore delle imprese vincitrici con il progetto, e quindi il cantiere, pronto ma impossibilitato a partire. Ma è a rischio anche questo aspetto perché, se al Sant’Agostino ci dovessero essere molte modifiche relativamente a quanto va fatto lì, occorrerebbe anche ripartire daccapo con un progetto preliminare. Con tutti i rischi per chi credeva già di poter contare su queste entrate.