Un monitoraggio diviso per aree

Dalla risposta degli animali è possibile anche capire se ci sono cuccioli con loro

Come si può avvistare un lupo? Come si fa a rintracciarlo? Esistono dispositivi elettronici con cui mapparli? Queste e altre domande hanno trovato risposta durante l’escursione. Due gli esperti a spiegarli: Davide Pagliai (guida ambientale escursionistica) e Gianluca Paganelli (biologo). Due sono anche i modi con cui può avvenire il monitoraggio. Esistono, infatti, sia tecniche dirette sia tecniche indirette. Nella visita in Appennino dei giorni scorsi sono state utilizzate le seconde o, meglio, una loro varietà. Si tratta del “wolf-howling” o “ululato del lupo”, traducendo dall’inglese. Prevede l’utilizzo di uno strumento con amplificazione. Tuttavia, può ancora essere svolto con la tecnica tradizionale: mani a cono intorno alla bocca e voce ai polmoni. La tecnica è utilizzata principalmente nei mesi estivi. Non è un’indicazione obbligatoria, ma è una questione di comodità umana. È minore o assente, infatti, la quantità di neve e le temperature sono più miti. Una caratteristica che permette anche agli animali di muoversi con maggior facilità. Nell’arco di un’intera stagione estiva il procedimento è ripetuto due volte per tre sere consecutive. Un appuntamento per nottambuli: il richiamo è prodotto “all night long”, per usare un’espressione anglosassone. Esiste una mappa degli interventi che può variare. Il territorio è diviso in aree, a loro volta suddivise in circuiti. I punti di monitoraggio di ogni circuito oscillano dai dieci ai quindici. Gli animali possono rispondere immediatamente al richiamo. In questo caso il suono riprodotto viene interrotto per non spaventare i lupi. Dall’ululato di risposta non si può capire il numero esatto di esemplari; tuttavia, è più facile riconoscere la presenza di cuccioli. Anche il monitoraggio diretto non si effettua in modo costante. Le risorse con cui si svolgono le attività giungono da fondi comunitari. «Gli amministrativi negli enti proposti ci sono - ha esordito Pagliai - ma mancano i tecnici. È come se ci fossero ospedali senza medici». La tecnica diretta avviene con l’utilizzo di trappole che non feriscono l’animale. Al lupo addormentato con un anestetico viene messo un radiocollare che rileva la sua presenza a distanza nel territorio. Mentre per quello che riguarda il bracconaggio? «Purtroppo è un problema - ha spiegato la guida - e può avvenire sia in modo diretto sia indiretto. Il primo prevede veleni o armi da fuoco. Il secondo, invece, avviene con i fili per la cattura dei cinghiali. Anche questa modalità è illegale perché la cattura è vietata in entrambi i casi. I lupi rimangono impigliati nelle trappole». (m.s.)