La morte a Dacca di Claudia D’Antona, moglie del modenese Boschetti: una vita di lavoro e impegno sociale

Claudia Maria D'Antona, la torinese di 56 anni tra le 20 vittime dell'attacco terroristico di Dacca, era la moglie di Gian Galeazzo Boschetti. La donna era un'imprenditrice appassionata, ma...

Claudia Maria D'Antona, la torinese di 56 anni tra le 20 vittime dell'attacco terroristico di Dacca, era la moglie di Gian Galeazzo Boschetti.

La donna era un'imprenditrice appassionata, ma soprattutto una «donna generosa e altruista, che non aveva mai interrotto il suo impegno sociale»: a vent'anni, volontaria della Croce Verde, era stata in Irpinia per aiutare gli abitanti della zona devastata dal sisma, tre anni dopo fu tra i primi soccorritori ad arrivare al cinema Statuto di Torino, dove il fumo provocato da un incendio aveva mietuto 64 vittime.

Il volontariato e la beneficenza ce li aveva nel sangue. In Bangladesh sosteneva un'associazione che cura le donne sfregiate dall'acido, finanziando gli interventi di chirurgia plastica.

Parenti e amici vogliono che Claudia sia ricordata soprattutto così, per la sua sensibilità e il suo slancio verso il prossimo.

L’altra sera era nel ristorante della capitale del Bangladesh con Gianni Boschetti, che aveva sposato due anni fa dopo una convivenza iniziata vent'anni prima. Lui è riuscito a mettersi in salvo in tempo, per l'imprenditrice torinese non c'è stato scampo. Gli assalitori - uccisi nel blitz delle forze speciali diverse ore dopo - hanno fatto irruzione armati di pistole e machete ed hanno lanciato granate, al grido di “Allah uh Akbar” (Allah è grande), scatenando il panico tra le persone. Come hanno riportato alcuni testimoni erano tutti molto giovani, avranno avuto al massimo 28 anni, erano magri ed è stato notato che non avevano la barba.

Come ha riferito un altro testimone alla tv locale «All'inizio dell'attacco ho sentito delle esplosioni e pensavo fossero festeggiamenti. Poi però li ho visti entrare nel locale e sparare in aria per creare il panico».

E Maria Claudia D’Antona era proprio in mezzo a quell’inferno dal quale non è più uscita viva. Come ha affermato Gian Galeazzo Boschetti, è stata uccisa da un colpo di pistola, probabilmente un solo colpo, che le è stato fatale.

«Ci eravamo sentiti giovedì scorso - raccontano la sorella Patrizia, e il cognato Marco Porcari, entrambi avvocati a Torino - era dispiaciuta perché gli impegni a Dacca le impedivano di tornare per qualche giorno in Italia, come faceva tutti gli anni in questo periodo. Ma non aveva paura di stare in Bangladesh: “dopo quello che è successo a Parigi e Bruxelles”, ci faceva notare, “non ci sono paesi dove non esiste rischio”».

Claudia Maria D'Antona si era laureata in giurisprudenza a Torino, ma presto era stata attirata dal settore tessile e già in Italia aveva iniziato l'attività di imprenditrice, sviluppata poi in Oriente, dove gestiva un'attività a Dacca con il marito.

Il sindaco di Torino, Chiara Appendino, ha proclamato il lutto cittadino e la famiglia - a Torino vive anche la mamma ottantottenne - stanno ora pensando ai funerali che si svolgeranno nella parrocchia di Gesù Nazareno, dove Claudia Maria D'Antona da ragazzina era diventata scout.