Piscina, restano i dubbi: chi paga quell’impianto?

L’assessore Tosi: «Aspettiamo la verifica per capire chi deve sborsare la somma» Pettenati di Carpi Futura: «Risposta vaga e sul teleriscaldamento resta il giallo»

Chi pagherà per l’impianto di riscaldamento della nuova piscina? Il Comune, come proprietario dell’impianto, o la società concessionaria?

In ballo ci sono 380mila euro e la questione doveva essere chiarita in Consiglio comunale visto che Paolo Pettenati (Carpi Futura) aveva presentato un’interpellanza sulla variante supplettiva relativa alla Piscina comunale. Secondo Carpi Futura questa variante peserà sulle tasche dei cittadini, a causa della “dimenticanza” dell'impianto di riscaldamento a servizio del nuovo impianto natatorio Campedelli. «Avrebbe dovuto provvedervi Aimag con una centrale di teleriscaldamento al servizio anche di tutta l'area scolastica - ha spiegato Pettenati - ma andato a monte questo progetto si è corsi ai ripari con questa perizia. Chiediamo al sindaco come mai i responsabili di questo scandalo siano i suoi concittadini e nessun altro». Ha risposto all'interpellanza in aula l'assessore all'Urbanistica Simone Tosi spiegando tra l’altro che «si tratta di un impianto costato più di 11 milioni che ha registrato extra-costi per 380mila euro, ovvero un 3% dei costi previsti. 380mila euro che oggi non abbiamo speso noi, quindi i cittadini, ma sostenuti da Aquanova. L'accertamento degli extra costi è la procedura normale che si compie quando una opera pubblica subisce delle varianti in fase di realizzazione: essendo un bene del Comune sta a noi accertarle. Ricordo che essendo stata realizzata attraverso la procedura della costruzione e gestione una parte delle risorse a copertura della realizzazione della Piscina sono a carico dei soggetti privati. Ora le procedure prevedono che dopo l'accertamento dei maggiori costi si passi alla verifica in sede tecnica se questi sono attribuibili alla sola Aquanova o eventualmente al Comune: in questo caso si avvieranno tutte le procedure pubbliche, ma ad oggi siamo fermi alle valutazioni in sedi tecniche».

«La risposta di Tosi - ha replicato Pettenati - mi ha completamente insoddisfatto. La risposta è stata evasiva e non mi è piaciuto il suo attacco: ci ha detto che noi inviamo le interpellanze prima ai giornali che al Comune. A parte il fatto che non è vero, viene da dire: senti da che pulpito viene la predica!». Resta infine da capire il giallo del teleriscaldamento mai partito. (ri.fi.)