Modena, viale Crispi: ecco il bazar dello spaccio

A Modena in zona Tempio oltre ai soliti traffici di droghe pesanti anche gruppetti di minorenni che barattano marijuana con bici e telefoni rubati

MODENA Accade tutto alla luce del sole. Provate per credere. basta fermarsi in auto, sostare per una ventina di minuti rimanendo in osservazione, senza dare nell’occhio, fingendo di smanettare con lo smartphone. Quello che osserverete è una piccola casba multietnica all’interno della quale si formano e si disperdono dopo pochi minuti gruppetti di giovani. Si incontrano, parlottano, si mettono in cerchio, scambiano non solo opinioni ma droga e oggetti. Accanto ci sono famiglie con bambini piccoli che scorrazzano sotto al portico mentre i grandi, arabi e centroafricani, discutono dei loro affari. Siamo in viale Crispi, nella parte in prossimità della stazione. Ma siamo anche in via Nicolò dell’Abate, nelle piccole traverse che la collegano con viale Crispi, oppure siamo nei pressi del cavalcavia, tra i negozi tutti in fila.

AFFARI DI DROGA È in questa zona a ridosso della stazione dei treni che si fanno affari di droga: piccoli scambi ma quotidiani, a qualsiasi ora di droghe leggere e pesanti. È l’asse Tempio- parco XXII Aprile: la via della droga che porta ad un continuo smercio di cocaina, eroina e marijuana.

Un giro che vede protagonisti anche gruppetti di minorenni: giovani maghrebini che garantiscono la vendita di marijuana ai coetanei. Il giro, spiegano le forze dell’ordine che fanno continui appostamenti per cercare di arginare questo fenomeno, inizia nelle compagnie: i ragazzi si conoscono a scuola, alle stazioni delle corriere e dei treni, iniziano a consumare droghe leggere, chi consuma a sua volta fa consumare gli amici. E ovviamente bisogna avere soldi. Cifre piccole, cinque, dieci euro per qualche grammo di “maria” o di hascisc.

E allora fa comodo anche il baratto: c’è chi dà le cuffiette, chi porta un telefono, chi una bici. Tutte di proprietà? No. Ecco che i ragazzi rubano, rapinano i coetanei dello smartphone, svuotano le borsette e soprattutto rubano le biciclette. Ragazzi italiani, maghrebini e con loro anche giovani tossicodipendenti, loro presenti per droghe più pesanti: si ritrovano con il loro oggetto da barattare, un po’ di soldi e un po’ di droga, nella casba. Uno di questi “clienti” ladruncoli che fanno baratti ha dodici anni, è quello nella foto che pubblichiamo, indossa la maglietta che è un marchio di garanzia, con la foglia di marijuana a tutto campo.

L’altro pomeriggio il gruppetto con il 12enne è finito nel mirino dei controlli: era infatti stato messo in atto uno specifico appostamento da parte degli agenti del Nucleo problematiche del territorio della polizia municipale.

Gli agenti hanno notato un gruppo di giovanissimi, composto da italiani, nord africani e sud americani avvicinare alcune persone di colore. Con una di queste uno dei ragazzini, originario del Sudamerica, ha intrattenuto una breve trattativa, e dopo avergli consegnato una vecchia bicicletta ha ricevuto in cambio un piccolo involucro.

IL BARATTO PER LE DOSI Lo scambio ovviamente ha dato il la agli agenti che hanno seguito i giovani per poi fermarli. Tutti minorenni, compreso quello che aveva barattato la bici per qualche grammo di marijuana. Accompagnato al Comando della Municipale è stato riaffidato successivamente alla madre, oltre ad essere stato deferito alla prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti.

Nei giorni scorsi altri minorenni, un maghrebino e un ucraino, erano stati pizzicati durante i controlli e trovati in possesso di marijuana

I controlli dell’altro giorno sono poi proseguiti nei pressi della stazione delle corriere: gli agenti hanno sorpreso un 20enne ghanese che tentava di rubare una bicicletta. Con una pietra cercava di spaccare la catena con cui la bici era legata alla rastrelliera. Il giovane è stato denunciato per tentato furto aggravato.