Negli incendi di sterpaglie le vittime sono anche tartarughe

Quante volte, soprattutto in estate, mentre guidiamo, vediamo qualcuno davanti a noi in macchina che sta fumando con il finestrino aperto e poi butta il mozzicone di sigaretta ancora acceso, che...

Quante volte, soprattutto in estate, mentre guidiamo, vediamo qualcuno davanti a noi in macchina che sta fumando con il finestrino aperto e poi butta il mozzicone di sigaretta ancora acceso, che immancabilmente finisce sul ciglio della strada dove c’è l’erba più secca. «Mi domando sempre: ma queste persone non hanno il portacenere nell'auto?! Questa è mancanza di senso civico, di educazione, parliamo tanto di volere salvare la terra ma se non riusciamo a collegare il fatto che il portacenere dell'auto serve per le sigarette che uno fuma in auto, che speranza può avere questo pianeta? Nessuna. - commenta il responsabile del Pettirosso Piero Milani - Ancora meno ce l'hanno tutti quegli animali che si trovano in mezzo alle sterpaglie di un fossato, dove finisce la sigaretta ancora accesa, a difendersi dal caldo afoso in attesa dell'arrivo della sera. La sigaretta di cui abbiamo appena parlato comincia a bruciare le sterpaglie circostanti, da li è un attimo vedere una veloce propagazione delle fiamme favorita dallo spostamento d'aria delle auto in corsa e, intanto, il riccio che stava dormendo lì in mezzo non sa dove scappare e chi assiste impotente racconta che lo sente gridare come un bambino».

Qualcuno chiama i Vigili del Fuoco e i volontari del Pettirosso perché purtroppo l'incendio continua inesorabile a bruciare metri d'erba ad una velocità tale che la lenta tartaruga nei paraggi non riesce a mettersi in salvo e si trova in un batter d'occhio accerchiata dal fumo e dalle fiamme. Solamente la veloce lepre corre sulle braci, procurandosi sicuramente delle ustioni alle esili zampette. «Quando tutto è spento, i Vigili del Fuoco con i volontari del Pettirosso contano le vittime e i gravi ustionati, tra cui una coppia di testuggini che chissà quanti anni ci vorranno perché possano ritornare a una certa indipendenza. Intanto la sofferenza le attanaglia e ci si fa in quattro per alleviare le loro sofferenze».

Questi animali sono vittime dell'ignoranza umana, perché davvero un semplice gesto può distruggere ettari di boschi che ci impiegheranno anni a tornare a fare ombra e togliere, tra atroci sofferenze, la vita a tanti animali. «La prossima volta - conclude Milani - usiamo il portacenere, anche perché ora la cicca gettata ancora accesa in strada è considerato abbandono di rifiuto pericoloso. Queste poche righe non serviranno di certo agli animali bruciati vivi ma se almeno una persona le leggerà, vorrà dire che insieme ne potremo salvare tanti altri».

Il Pettirosso è attivo al vostro fianco anche d'estate e risponde 24 ore su 24 ai numeri di emergenza 3393535192 - 3398183676 - 112 (numero unico di emergenza). (l.s.)