Taxista ferito in A1 a Modena e morto 2 anni dopo: i parenti chedono «Indagate»

Modena. Suma fu trovato a terra in autostrada con un foro in testa La famiglia: «Il mistero racchiuso in un’ora, cosa accadde?»

MODENA Ora che Paolo Suma, taxista bolognese 31enne, è morto a Baggiovara dopo due anni di calvario fatto di operazioni e speranze frustrate senza che si riprendesse, la Procura deve decidere se continuare a indagare o chiedere l’archiviazione di un caso carico di misteri e senza indagati. In quella maledetta sera di due anni fa Paolo tornava da Bologna dopo aver portato un cliente a Modena e in A1 ha avuto un incidente e ma solo alla carrozzeria del taxi. Lo conferma la polizia stradale Modena Nord che lo ha incontrato e un telefonata fatta ai familiari per tranquillizzarli. Ma un’ora e mezza dopo l’addetto del carroattrezzi ha chiesto di intervenire perché era a terra grave. Paolo aveva in testa un buco di grandi dimensioni e perdeva molto sangue. Sabato scorso è morto. Cos’è successo in quell’ora?

I FAMILIARI Ora, passato il funerale, i familiari hanno pubblicato un a lettera aperta per condividere «la nostra ulteriore sofferenza, quella di non avere la verità sulle cause che hanno portato alla morte di Paolo, nonostante siano passati oltre due anni dall'incidente sulla A1, tra i caselli di Modena Nord e Modena Sud».

I familiari ne danno una ricostruzione: «Proprio semplice “incidente” non è stato: Paolo la sera del 15 giugno 2014 è stato tamponato a velocità molto sostenuta da una utilitaria che si è guardata bene dal fermarsi. Lui invece, dopo aver sbandato in mezzo all'autostrada, ha avuto la lucidità per accostare e chiamare il carro attrezzi e telefonare anche alla famiglia, rassicurandoci: andava tutto bene, avrebbe solo fatto ritorno a casa un poco più tardi del solito. Aveva rassicurato anche gli agenti di polizia autostradale accorsi sul posto, che lo hanno lasciato nell'area di sosta col carrista».

«L'altra telefonata, quella nella quale ci vennero comunicate le gravi condizioni di salute di Paolo, è arrivata molto dopo, a circa un'ora di distanza. Il fatto che, apparentemente, non sia stata l'auto pirata a ridurre Paolo in fin di vita lo ha escluso dall'essere tutelato – legalmente ed economicamente – come vittima della strada, ma è un dettaglio».

«Quello che per noi resta fondamentale è capire cosa sia successo: Paolo è stato trovato per terra con una grossa frattura alla testa e non è riuscito a proteggersi con le braccia, che non hanno presentato segni di ferite o altro. Ci sono delle indagini in corso a carico di ignoti, e anche se la nostra impressione (speriamo sbagliata) è che di passi in avanti se ne siano fatti pochissimi, ci auguriamo che la verità emerga».

LE INDAGINI Una verità chiesta alla Procura di Modena che «non potrà restituirci né Paolo né la serenità, ma vogliamo sapere cosa è accaduto quella sera. In questi due anni non è sempre stato in coma, come è stato detto. Si era ripreso – pur non autosufficiente – ed è stato alcuni periodi a casa. Chiaramente, dell'incidente e di quanto accaduto prima che fosse portato in rianimazione a Baggiovara, non ricordava nulla. Ma abbiamo sperato tanto in un ritorno a una certa normalità. Il fisico di Paolo si era però indebolito molto, rendendosi sempre più vulnerabile ai batteri che, di tanto in tanto, lo aggredivano. Ed è andata come sapete».

In questa vicenda dolorosa oltre la tragedia c’è la certezza della solidarietà e dell’affetto che ha circondato questa famiglia distrutta da questa misteriosa tragedia: «Abbiamo conosciuto in questo calvario una gran quantità di medici, infermieri, operatori socio-sanitari: molti di loro si sono comportati con professionalità e grande affetto».

La famiglia ringrazia anche i taxisti: Paolo era molto conosciuto a Bologna e tra i colleghi aveva molti amici.

Carlo Gregori