Minaccia di far esplodere il condominio a San Prospero

San Prospero. Arrivano i pompieri ed evacuano la palazzina per oltre tre ore. “Tso” per la donna protagonista del caso

SAN PROSPERO. Minaccia di far esplodere l’appartamento in cui abita e un intera palazzina residenziale viene evacuata.

Erano circa le 14 di ieri pomeriggio quando i pompieri, per precauzione, hanno invitato tutti i residenti di un immobile nella zona di via Mulini a scendere in strada in attesa di bloccare la donna che stava tenendo in scacco tante famiglie. Si tratta di una cinquantenne già nota per episodi simili. «Cinque anni fa - ricordano alcuni residenti - ci siamo trovati nella stessa identica situazione. A noi spiace per quella poveretta, ma è chiaro che ha problemi psichiatrici molto difficili da risolvere».

Sul posto così, oltre ai pompieri, sono intervenuti gli agenti della polizia municipale e operatori del 118. La paura si è protratta per alcune ore, fino a che la donna è stata immobilizzata e portata all’ospedale dove certamente sarà sottoposta a un “Tso” (Trattamento sanitario obbligatorio), cioè una cura forzata per sedarla in attesa di predisporre cure adeguate al caso.

«Già la mattina - racconta la dirimpettaia della donna - aveva cominciato a manifestare problemi seri. Come al solito aveva acceso la radio a tutto volume ascoltando musica rock. Fino qui nessun problema: lo fa ogni mattina. Il problema è che dopo ha iniziato a urlare e minacciare di far esplodere con il gas l’appartamento. A quel punto la preoccupazione da parte di tutti è aumentata fino a che non abbiamo deciso di chiamare i vigili del fuoco. Certo - continua - la minaccia di far esplodere la casa con il gas ci appariva abbastanza improbabile, ma per evitare sorprese abbiamo voluto far intervenire personale specializzato». Così i pompieri sono saliti con l’autoscala sul balcone dell’appartamento della donna. Una volta dentro hanno accertato che il rischio di esplosioni non esisteva. La donna pernò non ne voleva sapere di calmarsi e uscire di casa per sottoporsi a cure, così è stato necessario chiamare i vigili urbani e l’ambulanza. Come noto per il Tso è necessario che un medico e un amministratore municipale diano il via libera, così un responsabile della polizia locale si è attivato per ottenere l’autorizzazione necessaria a far scattare il Trattamento sanitario obbligatorio.

Nel frattempo numerose famiglie del quartiere, oltre a quelle evacuate dal palazzo, si erano radunate nella piazzetta antistante al condominio da dove hanno seguito le operazioni dei vari addetti che si stavano occupando del caso. Solo verso le 18.30 (quindi molte ore dopo il primo intervento dei pompieri), la palazzina è stata riaperta ai residenti che hanno potuto fare rientro nei loro alloggi. La donna è però rimasta in compagnia dei vigili in attesa che si procedesse con il Tso.

Si tratta quindi di un caso umano molto delicato e sicuramente anche triste. Secondo quanto appreso sul posto, infatti, la donna vive sola in affitto e non ha legami stretti con parenti.