Pavullo,In auto vola giù dal viadotto e si salva

Protagonista un 23enne di Lama Mocogno precipitato 40 metri sotto il ponte Rio Torto dell’Estense. Illeso, risale la collina al buio e avvisa i genitori

PAVULLO La vita, di tanto in tanto, regala una seconda opportunità. Questa volta il destino la concede a Federico T., 23 anni. Un ragazzo di Lama Mocogno, studente e calciatore nella squadra del suo paese, che giovedì sera con la sua Toyota Rav 4 è uscito di strada sulla Nuova Estense, nel territorio di Pavullo, poco prima del viadotto del Rio Torto. Un ponte enorme, che nel punto di massima altezza sfiora i 40 metri, tristemente noto perché negli anni c’è chi lo ha scelto per togliersi la vita.

Federico, attorno alle 22 di giovedì, scende da Pavullo e perde il controllo del veicolo. Accartoccia i primi metri del guard rail, appena prima dell’inizio del ponte. Ma la corsa impazzita non si interrompe. La jeep inizia una lunga discesa sul fianco della collina, seguendo una linea parallela a quella del tracciato stradale. Travolge un’enorme siepe di rovi, spezza letteralmente un paio di tronchi di grosso diametro. Poi, quando ormai si trova già una decina di metri al di sotto della strada, la collina si interrompe. Sotto il vuoto. È qui che la Toyota compie un vero e proprio balzo, e inizia a cappottarsi sul fianco.

Poi ancora giù per almeno un’altra decina di metri, schiacciando ancora rovi e piante. Ormai fuori controllo, il veicolo si ferma solo quando impatta la base di cemento del secondo pilone del viadotto. Resta in equilibrio su un fianco, il parabrezza crepato, i vetri laterali in frantumi. E Federico? Nel buio della notte e già sotto choc ha la forza di slacciarsi la cintura, che gli ha salvato la vita, ed uscire dal vetro laterale, che ormai non c’è più. È illeso, nemmeno una frattura. Solo qualche graffio e una lieve contusione sopra l’occhio. Con la torcia del cellulare si fa strada nel bosco. Non c’è alcun sentiero, ma forte dei suoi 23 anni riesce a risalire la collina nell’oscurità e a raggiungere la Nuova Estense.

Pavullo, vola con l'auto dal viadotto: illeso

Qui chiama i genitori: «Ho fatto un incidente, sto bene. Venitemi a prendere». Il padre e la madre scendono da Lama e lo trovano sotto choc, ma illeso. Ma non riescono a capire dove sia l’incidente, della macchina non c’è traccia. Federico spiega l’accaduto e i due, increduli, cercano di raggiungerla. Impossibile al buio. Tornano l’indomani, ieri mattina, e il papà compie al contrario lo stesso tragitto percorso la sera prima da Federico. L’auto c’è. Distrutta, ma c’è. Vengono avvisati i carabinieri e i vigili del fuoco, che accorrono sul posto per tentare di recuperare il veicolo. Ma nonostante l’autogru giunta da Modena l’operazione è impossibile. Il viadotto è troppo alto e non c’è modo di recuperare la Toyota. «Resterà lì per chissà quanto», dice il proprietario dei terreni che si estendono al di sotto del viadotto, guardando la macchina distrutta a pochi metri da lui.

«D’altronde dal ponte la gente getta di tutto, bottiglie, immondizia, qualunque cosa, non è una novità trovare rottami qui. Dubito che qualcuno possa riuscire a recuperarla». Operazione impossibile, come impossibile sembra la storia di Federico che ora, però, a differenza di tanti altri, ha un’altra chance. Un’occasione rara nella vita.