Castelfranco, Maurizia e il Parkinson: «Lo combatto ballando»

La malattia venne diagnosticata alla maestra Maurizia Bavieri di Castelfranco Emilia tanti anni fa. Ha reagisto danzando e ora organizza laboratori con i bimbi e sale sul palco: «Così non sento il tremolio»

CASTELFRANCO. Mr. Parky le ha dato appuntamento per la prima volta, ormai, 15 anni fa e da quel giorno per Maurizia Bavieri è iniziata una convivenza che l’ha portata a percorrere nuovi sentieri, con il ruolo di capogruppo, per guidare tante altre persone come lei verso la speranza. Mr. Parky è in realtà il morbo di Parkinson, diagnosticato a Maurizia quando era appena 40enne mentre era in convalescenza dopo un intervento al seno. E se per la maggior parte un “uno-due” del genere sarebbe suonato come un ko, per lei è stato uno sprone a non lasciare che la sua grande vitalità venisse intaccata.

Maurizia per anni ha insegnato alla scuola materna “La Girandola” di Castelfranco e di recente ha cambiato impiego, restando sempre in ambito comunale con un ruolo che la porta ancora ad interagire con i bambini. Così, hanno preso inizio i laboratori teatrali, musicali e di danza tenuti nel basamento dell’ex “Casa della Madre e del Fanciullo” ora sede di alcuni dipartimenti della Ausl.

La Bavieri si è impegnata a rendere accogliente e fruibile, a tutti coloro che volevano cimentarsi con la musica, ma non avevano una sala prove, insonorizzando i muri, dipingendo, arredando, uno spazio che sarebbe stato, altrimenti, solo uno scantinato. In questo scantinato ha preso vita lo spettacolo “Si può ciò che si vuole” che prevede momenti di recitazione alternati a brani danzati e cantati e che è andato in scena a Villa Cacciari di recente e che verrà portato in tournée a Imola e Castel San Pietro.

Maurizia è stata interprete di uno quadro di danza intitolato “Il Risveglio” e di un passo a due eseguito con Gabriele Vaccargiu. «Se danzo riesco a non sentire le vibrazioni che la malattia mi dà - racconta - il mio corpo si fonde con la musica e le gambe, le braccia hanno il vigore di un tempo, come se tutto non fosse mai accaduto. Quando arrivano le crisi, inizio a ballare e mi muovo da un posto all’altro, da una stanza all’altra, a passo di danza, così non solo non cedo al volere di Mr Parky di farmi completamente sua, ma lo annullo proprio».

Se già era nata coraggiosa, la sua condizione l’ha resa quasi invincibile tanto da sfidare alcuni teppisti che avevano urinato in un parcheggio nel centro della cittadina rompendo anche le bottiglie di birra che stavano bevendo: «Li ho visti, sono andata da loro e ho detto: io sono malata, se cado nella vostra pipì e mi taglio come faccio?», immediatamente la banda di teppistelli ha raccolto i cocci di vetro e non si è più vista in giro.