Luca Perciballi musicista modenese, il nuovo suono della chitarra

Perciballi, jazzista innovativo in ascesa e vincitore del Premio Gaslini, si racconta

MODENA. «Questo potrebbe rivoluzionare la chitarra jazz nel mondo». Parole spese da Franco D'Andrea, uno dei più grandi musicisti jazz d'Europa, per il giovane modenese Luca Perciballi, vincitore nel 2016 della seconda edizione del prestigioso premio Internazionale Giorgio Gaslini e nel 2012 del premio Italian Young Jazz Graffti (nuovi solisti del jazz Italiano). Chitarrista, compositore e didatta, Luca parla di una passione ottenebrante verso la musica, scoperta a 15 anni.

«Più cresceva questa passione più aumentava la mole di studio, in più campi - racconta Perciballi, che si è formato in Italia e in Olanda tra il Conservatorio A. Boito di Parma, il Codarts di Rotterdam e il Conservatorio di Milano - Ho vissuto fuori Modena per diversi anni, e sono tornato con grande gioia, perché amo molto la mia città e musicalmente, per quello che mi riguarda, credo di funzionare bene qui a livello di produzione».

Luca Perciballi, un chitarrista alla ribalta: il video

Modena vanta una certa tradizione musicale ma mi sembra che la nota sia un po' amara: la scena, il contesto, è decisamente debole e poco incentivato. «A Modena ci sono realtà e musicisti estremamente interessanti ma gli spazi sono pochi e il pubblico, questo vale per l'Italia in generale, non è educato al concetto di musica live, di concerto. Un paese come l'Olanda, dove ho vissuto per diverso tempo, oltre ad avere una tradizione jazzistica e di musica classica più ampia, ha un pubblico più scolarizzato in questo senso, più abituato a un certo tipo di proposta culturale».

Nonostante questo, Luca sottolinea di non essere un esterofilo: «Non ho un entusiasmo esagerato per l'estero, nessuno è la terra promessa». Influenzato dagli studi di composizione e dalla passione per l'improvvisazione, Perciballi ha sempre cercato di creare una fusione tra questi due mondi: il rigore della scrittura e la pratica improvvisativa. Si è esibito con importanti artisti della scena italiana ed internazionale come Roberto Bonati, Marc Ducret, Sarp Maden, ed è membro stabile di organici quali Ivan Valentini Rust and Blue e Kind of Mosh e leader del trio Slanting Dots. «Riesco a vivere di musica e voglio dire che non è una cosa così strana - afferma Luca - È sicuramente un mio orgoglio ma non è un vanto in assoluto, ciò che conta è il fatto di essere preparati professionalmente anche se viviamo in un paese che non vede le figure dei musicisti come qualcosa di stabile ma è un mestiere che si può fare. Certo, occorre diversificare molto l'attività: io mi occupo anche di scrittura per altri, faccio il compositore per il teatro, il cinema, il balletto, faccio produzione di dischi, insegno a Modena, Ferrara e a Nonantola oltre a fare concerti».

Attualmente Luca sta lavorando a due dischi: “How to kill complex Numbers”, progetto solista di improvvisazione che uscirà il 25 novembre e “The black box theory”, duo con Ivan Valentini che uscirà il 17 dicembre.

«Sarebbe riduttivo dire che la musica per me rappresenta un mezzo di espressione personale perché se fosse solo questo non varrebbe niente, sarebbe un fatto privato e nulla di più - conclude Perciballi - Per me la musica è piuttosto un mezzo di indagine, di sviluppo del pensiero, credo molto anche nella sua valenza sociale. Senza voler dire a tutti i costi che il mio è un lavoro fantastico».