A Modena Pepe Mujica predica amore e trova i connazionali

In centinaia in coda al Forum Monzani per assistere alla presentazione del libro del popolare e amato ex presidente dell'Uruguay che conduce in prima persona una battaglia per una vita frugale e la sobrietà della classe politica. L’incontro commovente tra Pepe e la famiglia Giuseppini-Benedetti di San Felice sfuggiti alla dittatura che lui ha combattuto come ex guerrigliero

MODENA. «L'unica cosa veramente positiva della vita è l'amore, anche se a volte anche quello può uccidere...». È un diluvio di saggezza, anche ironica, di citazioni che affondano le radici nei classici della filosofia, di aneddoti e sintesi di una vita avventurosa, che ha conosciuto anche la lotta per la libertà e il carcere , quello che si è abbattuto ieri sera su Modena. Una lezione di civiltà, uno squarcio imperdibile di valori controcorrente nella terra del consumismo.

Pepe Mujica ritrova i connazionali, fuggiti a San Felice

L 'ha interpretato Pepe Mujica, ex presidente del piccolo ma progressista Uruguay, ospite al Bper Forum Monzani. E la risposta di Modena è stata entusiasta, per la capacità di questo 81enne ex guerrigliero tupamaros a predicare la pace e l'uguaglianza tra i popoli. Pienone assoluto, con tanta gente rimasta fuori, e in piedi . «Non predico la povertà ma la sobrietà, la capacità di vivere con ciò che è veramente necessario. Seneca diceva che è povero chi vuole tanto. Non ha senso vivere per lavorare, ha senso lavorare per vivere, e coltivare arricchendosi le relazioni umane, l'amore, gli affetti, l'amicizia».

DISCORSO AI GIOVANI. Parole che entusiasmano, che travalicano i confini del Sudamerica per rivolgersi al mondo, ai giovani. «Viviamo un'epoca di grandi trasformazioni, è necessario che i giovani siano istruiti, che guardino al presente e al futuro, per imparare a scoprire dove sbagliano loro, non solo dove hanno sbagliato quelli prima di loro».

Pepe Mujica a Modena predica l'amore e la convivenza pacifica

INCONTRO COL SINDACO. Per ascoltare Mujica ieri sera c'era tanta gente semplice, quella che Pepe predilige, e tanta Modena importante, compreso il sindaco Muzzarelli. Tra i due leader un inatteso siparietto: il sindaco ha trovato modo di condividere con l'ex statista la storia della Secchia rapita. «Mujica ha compreso subito il significato della Secchia, quale strumento prezioso per l'approvvigionamento dell'acqua, sono ammirato» dice Muzzarelli.

VECCHI AMICI. Ad ascoltare la conferenza, anche modenesi speciali venuti da fuori: Mercedes Benedetti, coetanea di Mujica, e i suoi due figli Marco e Maurizio Giuseppini. Fuggirono all'inizio degli anni Settanta dal paese oppresso dalla dittatura, quando Mujica era già stato imprigionato dai militari.

LA STORIA. «Lavoravo per la pagina di moda al quotidiano El Pais - racconta Mercedes - e mio marito Silvio nell'albergo più importante di Montevideo. Ma la vita era diventata impossibile. Prendemmo la nave per un viaggio a ritroso, per tornare nella terra che era stata dei nostri avi. È stato difficile, ma abbiamo dato un futuro alla nostra famiglia». «Avevo 10 anni. Arrivammo quasi per caso a San Felice, dopo avere chiesto un po' di ospitalità a qualche lontano parente», racconta Marco che con Maurizio e la madre ha abbracciato commosso il "suo" presidente, includendo l'autografo con dedica speciale sul suo nuovo libro: «Una pecora nera al potere», scritto con Andres Danza ed Ernesto Tulbovitz, edito da Lumi. Nelle domande dei giornalisti e del conduttore della serata, Luca Lombroso, è emerso solo in parte un personaggio diverso, imprevedibile, che ha reso l'Uruguay all'avanguardia.

Anche nel tentativo di strappare il potere al narcotraffico, nazionalizzando il commercio delle droghe leggere. «In Sudamerica abbiamo due problemi, la droga e il narcotraffico, e il narcotraffico è peggio della droga. Io non sono per la droga, ma sono contro il narcotraffico, che è il male, che infiltra la società, la opprime. Non si può mettere in galera un ragazzo che fuma uno spinello, si può tentare di impedire che si ammali di questo, perché allora ci sono gli ospedali per questo. È quello che stiamo provando a fare».

UNA NUOVA POLITICA. Su temi scottanti, Mujica sa come cavarsela, anche con riferimento alle coppie omosessuali. «Non vuol dire condividere, ma saper accettare la realtà». Per un uomo che da presidente ha rinunciato al 90 per cento dello stipendio , che ha voluto vivere con la sobrietà dell'ultimo dei suoi cittadini, l'attaccamento della politica alle poltrone e purtroppo uno dei difetti che gli uomini si portano dentro. «Ma non conta chi resta, ma ciò che resta» ha detto riferendosi alla sua breve esperienza presidenziale. E ha sottolinenato l'importanza per tutti di provare l'esperienza politica.