«La nostra forza interiore medicina per le malattie»

Al Forum Monzani applausi per “Il lavoro che cura” l’originale allestimento che racconta le peripezie di un malato alle prese con le difficoltà fisiche e sociali

MODENA. «Guido Speranza è l’espressione della resilienza». Con queste parole è stato descritto il protagonista dello spettacolo teatrale andato in scena ieri pomeriggio. Nella cornice del Forum Monzani, Lisa Galli, psicologa e psicoterapeuta di Ail (Associazione italiana contro le leucemie) ha presentato “Il lavoro che cura”. «Guido Speranza rappresenta la forza che c’è dentro di noi - ha ripreso Galli - è colui che, nonostante la vulnerabilità della vita, riesce a superare le difficoltà e a godere di momenti di felicità quotidiana. Guido è l'immagine di tutti i pazienti che ho incontrato in diversi anni di lavoro».

Come nasce questo spettacolo?

«Il lavoro che cura nasce da un’esperienza professionale - ha spiegato l’ideatrice - di quindici anni all’interno del servizio di psicologia di Ail Modena Onlus. L’obiettivo è quello di aiutare le persone che devono fronteggiare un trauma nella vita a non perdere la fiducia e la speranza. Il titolo della rappresentazione è la metafora di ciò che avviene nella vita reale: le persone quando scoprono di essere affette da una malattia devono costantemente fare un lavoro su se stessi».

Cosa significa?

«Innanzitutto si deve affrontare e accettare l’idea - ha rimarcato l’intervistata - di passare da una condizione di salute ad una di malattia. Altro aspetto importante di questa condizione sono i diritti di cui si può usufruire per poter garantire e mantenere il proprio lavoro o proporsi in ambiente lavorativo. Lo spettacolo è una forma di sensibilizzazione rispetto a questi temi, spesso sconosciuti a molte persone». La prima edizione è andata in scena ieri; tuttavia, si pensa già al futuro.

"Il lavoro che cura" al Forum Monzani di Modena

«Il prossimo anno abbiamo intenzione di fare il bis - ha annunciato la psicologa - mostrando i risultati di un progetto, un percorso orientativo e formativo. Il gruppo pilota sarà composto da dieci persone: cinque persone ammalate e cinque familiari. Il “mondo dei sani” incontra il “mondo dei malati”. Ciò che unisce è la gestione della malattia secondo punti di vista differenti». Punti di vista rappresentati ieri sul palco del Monzani. Dove la figura di Guido Speranza, impersonata da Rossano Gentili, attore e musicista, si è “scontrata” con la moglie Daria, rappresentata dall’attrice Stefania Malaguti.

Come è stato ripetuto diverse volte dagli attori, la malattia non colpisce solo l’individuo interessato, ma anche i familiari e gli amici. Chi altro viene “interpellato” nel percorso di diagnosi e cura del paziente? Oltre ai familiari, anche i medici, i rappresentanti delle aziende e di patronati. Tutte figure che realmente una persona incontra durante il cammino che gli permette di accedere all’invalidità. Ecco che ad entrare sulla scena, dunque ieri, non sono stati attori esperti, ma reali figure professionali del territorio locale. Al protagonista della rappresentazione era già stata data una voce. Guido Speranza è, infatti, anche il nome del blog ideato da Lisa Galli e ospitato sul nostro giornale. Il blog è composto dai racconti della psicologa, con le musiche scritte da Rossano Gentili.