Trenkwalder di Modena: «Crisi dovuta a investimenti sbagliati»

«I fondi spesi per compartecipazioni e tecnologie non hanno reso. Ci sono società interessate all’acquisto dell’azienda»

MODENA. «Ci sono manifestazioni di interesse di diverso tipo per Trenkwalder e ora obiettivo dell’azienda è presentarsi con una struttura che non sia troppo sfilacciata».

L’avvocato Sido Bonfatti, commissario di Trenkwalder in seguito alla proceduta di concordato, fa il punto sulla realtà aziendale subito dopo gli incontri di ieri con i sindacati. Nella sede dell’agenzia per il lavoro in tarda mattinata Bonfatti ha incontrato prima i sindacalisti che si occupano dei lavoratori dipendenti (ora 250, di cui 90 a Modena) poi i responsabili dei somministrati, che da circa 10mila adesso sono rimasti un migliaio.

«Gli incontri - dice Bonfatti - sono serviti per chiarire come sarà possibile pagare gli stipendi arretrati ai lavoratori. Le spettanze maturate dalla data del concordato saranno pagate senz’altro. Per il pregresso che riguarda i somministrati la legge è nuova e complessa, con meccanismi inediti sul tema della responsabilità in solido delle aziende presso cui gli addetti lavorano. Certo è che ora queste aziende devono intervenire poi potranno rivalersi. Riguardo i dipendenti diretti, vedremo gli sviluppi di queste manifestazioni di interesse da parte di altre società verso Trenkwalder e il Piano che verrà presentato per il futuro».

Al termine degli incontri di ieri con il commissario le parti hanno deciso di aggiornarsi alla data di lunedì 28 novembre, quando si incontreranno di nuovo è sarà possibile valutare più compiutamente le proposte formalizzate da parte di possibili acquirenti.

Ma quali sono i motivi della crisi e dove sono finiti gli introiti di un’azienda che pareva florida? Le domande che stanno alla base di tutta la vicenda Trenkwalder poggiano però su una base certa: l’azienda negli ultimi mesi stava ottenendo buoni risultati e per questo diventa particolarmente interessante la risposta dell’avvocato Bonfatti: «Posso confermare che Trenkwalder negli ultimi tempi era gestita con equilibrio - risponde il commissario - e confermo che alla base delle difficoltà c’è il notevole indebitamento nei confronti del Fisco e degli enti assistenziali».

E allora dove sono finiti i denari incassati dall’azienda Trenkwalder Italia, che risultava sempre più in crescita?

«La vera ragione della crisi - chiarisce Bonfatti - va ricercata in una serie di investimenti del passato che non si sono rivelati vincenti. Si tratta di investimenti in parte in tecnologie e in parte in compartecipazioni in altre società che hanno portato all’indebitamento nei confronti degli istituti di credito. Se io mi sono indebitato cinque anni fa per un miliardo e poi guadagno bene ma non abbastanza per coprire il miliardo è ovvio che sono destinato ad avere difficoltà».

Da qui evidentemente la scelta di non pagare Fisco e Inps fino al giorno in cui le banche hanno sospeso le linee di credito e Trenkwalder non ha più potuto prosperare.

Da parte sindacale, soprattutto relativamente al settore dei dipendenti diretti, ieri traspariva palesemente la preoccupazione per gli ulteriori dieci giorni di attesa prima di potere ricevere risposte di una certa consistenza. Per il 28 novembre è auspicabile che le prospettive di un cambio di proprietà o un accordo di affitto possano aprirsi.