Al sabato sera a Modena niente discoteca: si prega e si fa festa con il vescovo

Duecento ragazzi si ritrovano in San Giovanni Bosco per leggere il Vangelo e stare in compagnia Don Erio: «Mi hanno colpito le domande dei giovani su come farsi piccoli in questo mondo frenetico»

MODENA. Sono circa duecento, sono giovani, vengono un po’ da tutta la provincia di Modena e negli ultimi tre sabati si sono ritrovati per festeggiare insieme il sabato sera. Niente di strano o di eclatante. Se non fosse che questi duecento si ritrovano in una chiesa, quella di San Giovanni Bosco, per pregare e ascoltare riflessioni sul Vangelo guidate da un Vescovo.

Ed ecco che “Voi dunque pregate così”, iniziativa di Monsignor Castellucci e del Servizio di pastorale giovanile modenese, acquisisce subito un significato diverso. «L’idea di questa scuola di preghiera biblica - ci spiega don Erio, al termine della serata di sabato scorso - è nata durante la Giornata Mondiale della Gioventù dello scorso luglio, in pullman. Abbiamo pensato allo stile di preghiera che avevamo lì in Polonia e agli incontri che facevamo con i ragazzi e ci siamo detti che fare qualche ritrovo per imparare a pregare sul Vangelo poteva essere utile per tutti. Pensavamo che si sarebbero iscritte 20-25 persone. Poi quando arrivavano le adesioni ci siamo resi conto del numero che si configurava». E così da una stanza della Cdr, si è passati alla chiesa di San Giovanni Bosco. Ma la formulazione è rimasta improntata sulla semplicità e sull’interazione, con i giovani che scrivevano domande a cui il Vescovo cercava di rispondere nei suoi interventi. «Mi hanno colpito - continua don Erio - le domande dei ragazzi su come farsi piccoli in questo mondo così frenetico dove prevalgono sempre gli interessi personali. Domande vere che nascono da dentro e che non toccano i massimi sistemi». Una vera scuola di preghiera e Vangelo nata, quasi per sfida, il sabato sera. «Abbiamo scelto il sabato sera - scherza il Vescovo - anche perché ci sembrava potesse essere un buon setaccio per far calare i partecipanti. Ma evidentemente non è bastato». Ogni volta un’oretta di riflessione e preghiera. Poi le risposte di don Erio agli interrogativi dei giovani. «Dio non accetta con noi un rapporto clientelare - ha spiegato il Vescovo parlando della preghiera, tema di questi primi tre incontri -, non accetta condizioni, perché altrimenti ci dimenticheremmo della cosa più importante: siamo suoi figli. La nostra preghiera viene sempre esaudita, ma nel senso della Pasqua, nei tempi e nei modi che il Padre conosce per poterla esaudire pienamente. E noi non possiamo fare altro che fidarci, con umiltà».

Al termine delle serate momenti di fraternità tra i ragazzi, con castagne, vin brulè o cioccolata calda. «Sicuramente queste sono serate insolite per incontrarsi con gli amici - ci racconta Elena Orrea, 22 anni, di Modena -. Ma questa proposta non credo sia un’opposizione alle solite attività del sabato sera. È solo un sabato sera più bello, perché le chiacchiere e gli incontri, se c’è Gesù, hanno più gusto».