Modena: sale la criminalità, crollano le denunce

Un'indagine di Confcommercio rivela: il 75% di chi ha subìto un assalto o un furto non si reca dalle forze dell’ordine. Sempre più diffusa la sfiducia nelle leggi

MODENA Sicurezza? Metà dice che la situazione è peggiorata, l’altra metà sostiene che, più o meno, i livelli di percezione dei fenomeni criminali sono rimasti quelli dell’anno scorso. Ma a dipingere di scuro l’orizzonte quotidiano di negozianti, di proprietari di attività in città e in provincia, è il forte senso di sfiducia. Un dato sopra tutti , il più eclatante: solamente un quarto di chi ha subito l’assalto di ladri e banditi è andato presso le forze dell’ordine a presentare denuncia. L’altro 75% ha ritenuto in pratica inutile perdere una mattinata per denunciare un torto subìto, consapevole del fatto che, non essendoci una certezza della pena, la situazione rimarrà in stallo e le stesse forze dell’ordine hanno le mani legate.

Indagine Confcommercio a Modena: boom del crimine ma troppi non denunciano

Confcommercio e la giornata della legalità: un’occasione annuale per fare il punto sulla sicurezza in città e in provincia, sulla diffusione dei fenomeni criminali, per raccontare quale sia il livello di fiducia e di ottimismo tra gli esercenti. Per argomentare concretamente l’andamento l’associazione ha ascoltato, tramite sondaggio via mail, i pareri di circa duecento attività commerciali, svariando in ogni settore. E abbiamo dunque visto come emerga sfiducia: non per niente vengono adottate misure di difesa passiva, ovvero oltre la metà delle attività si è dotata di impianto di videosorveglianza e il 46% degli intervistati è assicurato. Ma il quadro si allarga: le indicazioni che arrivano dalle mail degli associati parlano di aumento di furti, un aumento incontrastato anche perché i controlli sul territorio dovrebbero essere rinforzati e invece restano insufficienti. E mentre si cerca di combattere chi di notte fa una spaccata, ecco che esiste la battaglia quotidiana contro l’abusivismo e la contraffazione, che quasi sempre vanno a braccetto, battaglie contro chi approfitta di zone ancora con maglie legislative molto larghe e poco per fare affari a scapito di chi, vedi il settore alberghiero o quello dei locali dal ballo, da anni persegue e difende una politica di legalità e trasparenza.

CRIMINI PERCEPITI I furti sono sul gradino più alto della classifica (per il 66% del campione), seguono l'abusivismo (per il 57%), la contraffazione (per il 41%), le rapine (per il 40%). Più bassa è la percezione di aumento di altri fenomeni: tangenti negli appalti (18%), usura (12%), estorsione (10%).

PIÙ PROTEZIONE È forte la richiesta di protezione sul territorio da parte dei tutori dell'ordine, indicata dal 66% degli intervistati l'iniziativa più efficace per contrastare la criminalità. Non di meno il 76% degli esercenti ritiene che la certezza della pena dia più efficacia alla lotta contro il crimine. Una maggior collaborazione con le forze dell'ordine (25%) e l'intervento degli enti locali per poliziotti di quartiere (21%) sono inoltre le ulteriori iniziative richieste per avere più sicurezza.

LA VIDEOSORVEGLIANZA Per proteggere la propria impresa dalla criminalità, poco meno della metà del campione dichiara di essere assicurato (46%), un quinto degli intervistati ha un servizio di vigilanza privata, il 13% si è dotato di vetrina blindata, il 20% chiede aiuto a associazioni di categoria, il 25% ricorre alla denuncia, il 53% dice di aver adottato un impianto d'allarme o di videosorveglianza.

L’INEFFICACIA DELLE LEGGI Il 93% degli intervistati ritiene che le leggi che contrastano i fenomeni criminali siano per nulla o poco efficaci. Il 70% (era il 65% l'anno scorso) sarebbe favorevole ad inasprire le pene, ma fa da contraltare a questo dato l'estrema sfiducia rispetto al fatto che queste vengano scontate: la grandissima parte del campione continua a pensare che i condannati non paghino per i crimini commessi.

IL DEGRADO Imprese e territorio: i problemi più presenti sono l'esistenza di venditori-attività abusive o dietro le quali si celano attività illegali come ad esempio i centri estetici-massaggi (58%), presenza di nomadi (56%), negozi sfitti (51%), d spaccio di droga (25%), edifici abbandonati (20%).