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Cavezzo casa demolita dopo il terremoto: un mistero capire chi diede l’ordine

Cavezzo. Palazzo Paltrinieri: sentito il comandante dei vigili del fuoco Di Iorio Ma nemmeno lui chiarisce perché il Gruppo speciale abbia agito e chi lo dirigesse

CAVEZZO. Chi ha ordinato ai vigili del fuoco del Gruppo Operativo Speciale di Belluno di abbattere Palazzo Paltrineri? Chi era il loro responsabile? Intervenivano o no su ordinanza del sindaco Stefano Draghetti?

Ieri, all’inizio del dibattimento processuale che vede imputati l’ex sindaco, due dirigenti un capo squadra dei vigili del fuoco, è stato ascoltato l’ingegner Giovanni Di Iorio.

Nei giorni del secondo terremoto - il 29 maggio 2012 - di Iorio era comandante dei pompieri a San Felice. P ...

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CAVEZZO. Chi ha ordinato ai vigili del fuoco del Gruppo Operativo Speciale di Belluno di abbattere Palazzo Paltrineri? Chi era il loro responsabile? Intervenivano o no su ordinanza del sindaco Stefano Draghetti?

Ieri, all’inizio del dibattimento processuale che vede imputati l’ex sindaco, due dirigenti un capo squadra dei vigili del fuoco, è stato ascoltato l’ingegner Giovanni Di Iorio.

Nei giorni del secondo terremoto - il 29 maggio 2012 - di Iorio era comandante dei pompieri a San Felice. Purtroppo, non ha potuto dare risposte chiare, ma anzi ha aperto il varco ad altri dubbi. A distanza di cinque anni dall’abbattimento dello storico edificio nella piazza all’interno della Zona Rossa - quindi, interdetta a tutti - non si capisce ancora chi abbia davvero deciso con il potere di farlo la demolizione di una casa, forse in parte recuperabile. Demolizione avvenuta senza che i proprietari ne fossero informati. Certo, come dice Di Iorio, erano giorni di emergenza, il distaccamento di San Felice era come in un teatro di guerra; inoltre i vigili del fuoco hanno discrezionalità di decidere ma entro certi limiti, anche se non esistono leggi precise in caso di terremoto, se non una circolare ministeriale. In questo caso, l’unico punto fermo messo da Di Iorio è stato che gli uomini del Gos di Belluno con il caposquadra Massimo Bortot - a sua volta imputato - dormivano a San Felice, quindi non erano sotto la sua guida, se non per la logistica (tende, mensa ecc.).

Per quanto a sua conoscenza, il territorio di Cavezzo rientrava sotto il comando di San Prospero (è imputato anche l’allora comandante) proprio dopo la seconda scossa. Di Iorio ha detto di non averli mai visti né sentiti e che solo il primo giorno qualcuno di loro si presentò in mezzo a mille altri impegni in un campo con 350 vigili del fuoco. Dice di non sapere chi li comandava, perché per legge il Gos - reparto speciale di addetti a macchine per movimento terra incaricato per le demolizioni - deve comunque avere un comandante, di solito un funzionario interno che nel caso specifico non c’era, in quanto già rientrato a Belluno. Su un’altra questione invece Di Iorio ha dato una risposta chiara: è possibile che un Gos abbatta un palazzo? No, non è possibile. Ci sono passi da fare prima di un abbattimento (a meno che non si tratti di muretti o grondaie): primo, il sindaco deve firmare un’ordinanza. Ma Draghetti, interrogato a suo tempo dal pm, ha già ammesso che l’ordinanza l’ha firmata dopo.

Secondo, bisogna avvisare subito la proprietà dell’edificio (salvo che sia irreperibile all’estero). È stato fatto? No. I Paltrinieri, sfollati ma reperibili, hanno visto la demolizione, per caso, guardando la tv che raccontava il sisma. Non è stato quindi nemmeno chiesto il consenso. Inoltre, ha detto sempre Di Iorio, che di norma prima di tutto si fa un sopralluogo, si prendono misure, si fanno verifiche di statica e si comunica l’esito a fine turno al Comune. C’è traccia di questo intervento? Apparentemente no. E dal Comune non è emerso alcun documento, è stato detto. Ma è credibile che questo gruppo speciale dei vigili del fuoco abbia agito d’impulso e “nel vuoto”?