Modena, Trenkwalder ha chiesto il fallimento

Modena. Valutata più conveniente la soluzione drastica mentre il commissario stava definendo l’affitto di ramo d’azienda

MODENA Istanza di fallimento “in proprio” per Trenkwalder Italia. L’agenzia per il lavoro con sede principale a Modena da alcune settimane è in grave crisi dopo i mancati pagamenti degli stipendi di settembre e ottobre ai lavoratori. A nemmeno due mesi dall’esplosione del caso, per molti versi sorprendente dopo la notevole crescita che l’azienda aveva fatto registrare anche nel 2016, l’amministratore Peter Zehentleitner ha fatto questa scelta drastica che evidentemente si è dimostrata più conveniente.

LA SCELTA In un primo tempo l’imprenditore aveva auspicato che le banche creditrici riattivassero le linee di credito per consentire la ripresa dell’attività. Poi ha chiesto, e ottenuto in tempi rapidissimi, la procedura di concordato preventivo, che era valutata l’unica via percorribile per sbloccare in fretta la situazione e pagare gli stipendi per riprendere l’attività di somministrazione lavoro. In realtà quando le banche hanno parzialmente riaperto le linee di credito la crisi non ha trovato soluzione, gli stipendi sono stati saldati solo in parte e soprattutto nel frattempo Trenkwalder Italia, che è totalmente distaccata dalla casa madre austriaca, ha perduto in grande parte la clientela. Dagli oltre diecimila lavoratori somministrati che l’azienda gestiva prima della crisi si è passati in poche settimane e poche centinaia, fra l’altro sulla spinta delle stesse aziende utilizzatrici dei lavoratori, che hanno logicamente indotto i lavoratori a cambiare agenzia per mantenerli in attività nelle proprie imprese.

Il commissario per il concordato, l’avvocato Sido Bonfatti, nei giorni scorsi aveva avviato trattative sia per l’affitto di ramo d’azienda sia per una successiva cessione. E le trattative avevano avuto esito positivo per l’affitto di ramo d’azienda al Gruppo Paco, che è attivo nel settore della somministrazione lavoro tramite i marchi Lavorint e Temporary.

IL COMMISSARIO Ieri era in programma un incontro fra lo stesso commissario Bonfatti e i sindacati che rappresentano sia i lavoratori somministrati sia i dipendenti diretti di Trenkwalder, rimasti circa 158 dopo la crisi e l’inevitabile fuga di molti di loro. Novanta fra questi 158 lavorano presso le sedi modenesi dell’azienda. Dall’incontro una sorpresa amara per i sindacalisti, e di conseguenza per i lavoratori, con l’annuncio della richiesta di “fallimento in proprio”, vale a dire una richiesta che non è partita dai creditori ma dall’azienda stessa, dall’amministratore Zehentleitner: una scelta che, secondo logica, è stata valutata più conveniente, o meno onerosa, per la stessa Trenkwalder. Nelle ultime settimane, dopo la perdita di quasi tutti i clienti, per Trenkwalder era infatti iniziato un vero calvario: introiti ridottissimi, credito ovviamente bloccato e costi rimasti inalterati. Mentre almeno per gli stipendi arretrati c’è il sollievo determinato dalla legge, che obbliga in solido le aziende che utilizzano di fatto i lavoratori a saldare le loro spettanze.