Assegni da 400 euro per tremila famiglie di Modena

Per le famiglie povere modenesi aiuto in arrivo

Il reddito di solidarietà varato dalla Regione a Modena sarà soprattutto a disposizione di giovani coppie con tre o più figli a carico, single e anziani. Previsti fino a un massimo di 400 euro al mese per un anno: potenzialmente sono interessate 3mila famiglie nella nostra provincia

MODENA. Da oggi sarà legge. Fino a un massimo di 400 euro al mese per un anno, un sostegno concreto a chi sta peggio per superare le difficoltà economiche personali e del proprio nucleo familiare. Un aiuto a chi prova a uscire da una situazione critica attivandosi in percorsi di impegno sociale, formazione, inserimento lavorativo. E’ il Reddito di solidarietà (Res), che sarà introdotto in Emilia-Romagna dopo l’approvazione di oggi in Assemblea Legislativa in Regione.

Uno strumento che potrebbe interessare 80-90 mila persone, corrispondenti ai circa 35 mila nuclei familiari residenti in Emilia-Romagna in condizione di grave povertà. Famiglie composte soprattutto da giovani coppie con tre o più figli a carico, single, anziani con bassissimo reddito e che nel complesso rappresentano il 3,5% della popolazione in regione (dati: Università di Modena e Reggio Emilia, ottobre 2016).

Per Modena non c’è ancora un numero ufficiale delle famiglie che ne avranno diritto. Un dato su Modena è nel rapporto 2015 dell’osservatorio Ires Cgil, che parla di 14mila famiglie in condizioni di povertà relativa, con una capacità di spesa per consumi inferiore a mille euro al mese, più del doppio rispetto alle 6.900 del 2009, un dato che si può considerare precrisi. Non saranno comunque così tante, si stima circa la metà nel Modenese, dal momento che la nuova legge che sarà approvata oggi si rivolgerà alle famiglie in situazioni di grave povertà, cioè con un Isee annuo inferiore ai 3mila euro.

Al Reddito di solidarietà sono stati destinati 35 milioni di euro stanziati dalla Giunta regionale che si aggiungo ai 37 milioni che lo Stato ha erogato all’Emilia-Romagna per il Sostegno all'inclusione attiva (Sia), misura attiva di contrasto alla povertà che la legge di Stabilità 2016 ha esteso a tutto il territorio nazionale e che il Res affiancherà e integrerà. Il Reddito di solidarietà regionale amplia però la platea dei potenziali fruitori: nel Sia, infatti, si richiede la presenza all'interno del nucleo familiare di un minore, o di un figlio disabile, o di una donna in stato di gravidanza, condizioni non richieste dal Res, destinato a qualsiasi tipo di nucleo familiare, anche composto da una sola persona, per rispetto del principio universalistico.

L'accesso al Res dovrà essere accompagnato da un progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo, concordato e sottoscritto dai componenti maggiorenni del nucleo familiare, dal referente del Servizio sociale territoriale del Comune competente e, in caso di proposte per l'inserimento lavorativo, dal Centro per l'impiego. La misura dà quindi luogo a un vero e proprio patto tra erogatori e beneficiari: a fronte della corresponsione del contributo economico, ci deve essere uno specifico impegno del nucleo familiare a perseguire progetti di inclusione sociale e lavorativa.

Possono accedere al Reddito di solidarietà i nuclei familiari, anche unipersonali, di cui almeno un componente sia residente in Emilia-Romagna da almeno 24 mesi, con Isee corrente inferiore o uguale a 3mila euro. L'ammontare massimo mensile è pari a 400 euro per nucleo familiare. L'intervento sarà concesso per non più di 12 mesi, superati i quali il sostegno potrà essere richiesto solo trascorsi almeno altri 6 mesi.

La domanda per ottenere il Res deve essere presentata da uno dei componenti il nucleo familiare al Comune territorialmente competente, tramite apposito modello corredato dà tutte le dichiarazioni individuate nel regolamento attuativo. (d.b.)