Modena: la mamma del bimbo morto a 4 anni: «Era la mia vita, come potevo fargli male?»

La donna racconta: «Aveva forti dolori alla pancia, sono intervenuta. Botte? Solo vecchie sculacciate»

«Come potrei avergli fatto del male? Era tutta la mia vita». La madre di C. non trova pace. Ieri mattina la 27enne moldava è stata colpita da malore. Tanto stress e anche il timore di una nuova gravidanza rivelatosi infondato. Il 118 l’ha portata al pronto soccorso del Policlinico. È stata dimessa nel pomeriggio ed è tornata nel suo monolocale di via Sigonio dove ora vive solo con il compagno, un albanese agli arresti domiciliari. È una donna provata e non ha voglia di spiegare. Solo cenni attraverso la porta di casa chiusa. Ecco la sua versione di madre. Il piccolo C., quasi 4 anni, aveva mangiato fagioli e una cotoletta. Ma non era stato bene: aveva rimesso tutto. Così sabato mattina lei aveva pensato di preparargli del riso in bianco, dato che il piccolo lamentava grande dolori. Ma il bimbo è stato male. La mamma ha pensato che avesse un grave problema intestinale. Erano quattro giorni che non andava in bagno, racconta, così ha provato ancora una volta. C. non stava bene: si vedeva che era sofferente. La madre ha cercato di stimolarlo sperando che riuscisse finalmente ad andare di corpo e il dolore passasse. Invece C. è stato colto da un malore vistoso. Disperata, lo ha soccorso mentre veniva dato l’allarme al 118. Ha detto di avergli sciacquato la faccia e di avergli anche praticato la respirazione bocca-a-bocca. Quando è arrivato il medico col personale dell’ambulanza, lo ha consegnato in condizioni ormai critiche. Infatti i tentativi dei medici per salvarlo sono stati vani e C. è deceduto.

Questa il suo racconto. Quanto alle ecchimosi sul corpo, ieri ha raccontato di avere effettivamente sculacciato il figlio disobbediente, ma non ha detto nulla sulle botte nelle gambe e sui segni in altri punti. E sono proprio questi gli aspetti al centro degli accertamenti da parte della Procura e dei carabinieri impegnati a fondo nel caso. (c.g.)