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Come cambia l’esame di maturità

Dal 2018 basterà avere la media del 6 e sparirà la terza prova. A giugno 2017 ancora il vecchio esame

Otto in latino e quattro in matematica al quinto anno? Alla maturità 2018 si potrà essere ammessi lo stesso e gli studenti modenesi in difficoltà stanno già pensando a come far quadrare la media di ammissione con un buon voto in condotta che oggi non si nega (quasi) a nessuno.

Per chi dovrà affrontare l'esame di Stato fra sei mesi valgono invece le vecchie regole: la sufficienza in tutte le materie.

Lo schema del decreto sugli esami sottoposto al Parlamento, stabilisce, infatti per l'ammiss ...

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Otto in latino e quattro in matematica al quinto anno? Alla maturità 2018 si potrà essere ammessi lo stesso e gli studenti modenesi in difficoltà stanno già pensando a come far quadrare la media di ammissione con un buon voto in condotta che oggi non si nega (quasi) a nessuno.

Per chi dovrà affrontare l'esame di Stato fra sei mesi valgono invece le vecchie regole: la sufficienza in tutte le materie.

Lo schema del decreto sugli esami sottoposto al Parlamento, stabilisce, infatti per l'ammissione alle future Maturità una votazione media non inferiore a 6, condotta inclusa.

Nel provvedimento - che riduce a due le prove scritte, eliminando la prova multidisciplinare predisposta dalla Commissione (il famoso quizzone) - si spiega pure che la partecipazione degli studenti delle quinte ai test Invalsi su italiano, matematica e inglese, è “requisito indispensabile” per l'ammissione all'esame. Per sostenere il quale bisognerà aver svolto inoltre l'alternanza scuola-lavoro.

Se resta immutata la composizione delle commissioni d'esame, novità della futura maturità è la previsione di una formazione ad hoc per i Presidenti di commissione, che verranno pescati da una sorta di Albo istituito presso l'Ufficio Scolastico Regionale.

Quanto alle prove d'esame il restyling non riguarda soltanto il numero delle prove. La prima verifica, quella di italiano, consisterà nella redazione di un testo di tipo argomentativo riguardante temi di ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico, con la possibilità di strutturare la prova in più parti, “anche per consentire la verifica di competenze diverse, in particolare la comprensione degli aspetti linguistici, espressivi e logico-argomentativi, oltre la riflessione critica da parte del candidato”.

La seconda prova «ha per oggetto - si legge nel provvedimento - una o più discipline caratterizzanti il corso di studio ed è intesa ad accertare le conoscenze, le abilità e le competenze». Un quizzone sotto mentite spoglie? Niente affatto. Il ministro continuerà a scegliere, entro gennaio, la materia - sempre una dunque - della seconda prova, ma l'intento è quello di non creare compartimenti stagni: se uscirà fisica per i licei scientifici, ad esempio, sarà meglio per i maturandi non accantonare il libro di matematica perché magari per svolgere il compito sarà utile conoscere i principi della fisica ma anche ricordare una tal formula matematica. Se per il Classico, la contaminazione greco - latino è più ardua, per gli istituti professionali la contiguità di parecchie materie consente di vagliare con relativa facilità - ne sono convinti al ministero - la capacità dei ragazzi di utilizzare le competenze acquisite durante l'intero percorso scolastico.

Superati gli scritti, si passerà al colloquio. E qui scompare la “tesina”. Sarà la commissione a proporre un punto di partenza (testo, documento, progetto, argomento) da cui desumere le competenze dello studente.

Uno specifico elaborato verrà, invece, richiesto sulla alternanza scuola-lavoro.