Giustizia a Modena, non ci siamo: Cause “lumaca”: 1 su 8 finisce prescritta

La norma taglia-processi applicata al 12% dei casi. Cause in calo del 17%. Lo sforzo dell’Ufficio Gip: chiusi 8.437 fascicoli

Cause troppo lunghe per i tre Collegi penali di Modena. Un aumento consistente di appelli per le cause penali trattate dal giudice di pace che intasano ancor più il tribunale. Uno sforzo vistoso dell’Ufficio del Gip che ha “svuotato l’armadio” delle cause vecchie sbrigandone un quarto in più dell’anno precedente. E purtroppo un aumento consistente in tutti i settori della prescrizione col rischio concreto che ormai si consideri una chance per farla franca (gli imputati che hanno rinunciato a questo bonus sono un numero infimo).

Il quadro delle attività del settore penale in corso Canalgrande è quindi una vigorosa conferma della tendenza già segnalata negli ultimi due anni. Nella cornice, emergono due cronici problemi di personale per i magistrati giudicanti: una carenza di organico ormai fissa, anche se il Ministero di Grazia e Giustizia ha anche recentemente annunciato l’arrivo di qualche unità di giudice per Modena; e i problemi di assenze da malattia e maternità nonché di trasferimenti che scombinano i collegi e quindi incidono anche la cause allungandole di molto o addirittura facendole ripartire.

Considerando i dati distrettuali dell’Emilia-Romagna e tenendo presente che Modena è la seconda provincia dopo Bologna per carico di fascicoli, possiamo considerare il dato generale 2015-16 di un calo delle cause di -17,1%. Un risultato importante che va ascritto principalmente allo sforzo dell’Ufficio Gip che ha chiuso l’anno con un -26% rispetto all’anno prima.

Meno bene per i giudici monocratici che hanno un saldo di cause a -2,4%. E purtroppo quasi invariato (-0,4%) per i tre Collegi. Crescono invece in modo consistente gli appelli dal Giudice di Pace: 8,7%, segno di una insoddisfazione per le sentenze di via San Pietro.

La Sezione Collegio di Modena è stata indicata dal procuratore generale come quella coi processi più lunghi. I dati sono però riportati congiuntamente con quelli della Sezione monocratica e dicono che se non c’è nessuna causa che si trascina dal 2007 in giù, dal 2008 al 2012 sono 606 e dal 2013 al 215 sono ben 3.285. In totale, in discussione sono state 3.891. La Sezione Collegio ha chiuso 90 cause durante questo anno. Di queste, però 11 si sono concluse con una prescrizione per gli imputati (il dato è generale, in ogni processo possono esserci più imputati). In totale, stando ai dati ufficiali della Corte d’Appello, i Collegi di Modena hanno sentenziato la prescrizione per il 12.5% dei procedimenti. Un ottavo. Quanto all’utilizzo dei riti alternativi (immediato, abbreviato ecc), davanti ai Collegi si sono chiuse il 12,7% delle cause.

Se guardiamo alla complessità delle cause trattate, allora scopriamo che due terzi delle cause trattate dai Collegi (66,7%) sono con un solo imputato (58 cause), con 2 imputati sono il 18,4%, 6,9% delle cause con 3 imputati, 3,4% delle cause da 6 a 10 imputati e sopra il 10 imputati 2,3%.

Questi dati sono accentuati - anche per i tipi di reati trattati - dalla Sezione monocratica che arriva all’84% di cause con un solo imputato. Infine in udienza preliminare davanti al gup l’87,8% delle cause aveva un solo imputati.

Parlando dell’Ufficio Gip e Gup - che con l’udienza preliminare fa da filtro tra la procura e il tribunale - sono state chiuse in un anno 8.437 cause. Uno sforzo enorme, si diceva, sull’onda di un impegno avviato già due anni prima. Ma come sono state chiuse queste cause trattate da un pugno di giudici? Quasi seimila (5.917) con un decreto di archiviazione. Significa che il 70% delle richieste che arrivano al gip e al gup sono ritenute non fondate o degne di discussione. Infatti i rinvii a giudizio sono meno di mille (993). Ovvero l’11%. Vanno poi considerate le sentenze con rito alternativo (abbreviato ecc) che sono 1.058. Ovvero un ottavo rispetto alle cause complessive. Il dato, anche se molto accentuato, è in linea con quello regionale.

Passiamo ora all’elemento più delicato: la prescrizione. Questa norma, sempre più frequente e sempre più squalificante per la giustizia ma anche per il lavoro di giudici che ogni giorno a Modena si impegnano a evitarla per dare giustizia, si attesta orma su una proporzione vistosa: una causa su otto finisce in niente in primo grado. È del 12,2% in collegio, 12,3% davanti al monocratico7,6% davanti al gup, 3,6% in Procura. Dei 90 processi davanti ai tre Collegi 11 si sono chiusi così, 307 davanti al giudice monocratico addirittura prima del dibattimento (5 con sentenza di non doversi procedere). Le 10.295 cause trattate dal gip e in udienza preliminare hanno visto quasi 400 prescrizioni: affrontate troppo tardi, sono nate morte.