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Marianna, da Modena all'Europa per danzare

La Miozzo, oggi residente al Drama Teatro, ha vissuto per anni all’estero inseguendo il suo sogno

Marianna Miozzo: da Modena all'Europa per danzare

MODENA. È partita per la Spagna giovanissima, per inseguire il suo sogno: danzare. Ed è tornata a Modena carica di esperienze e conoscenze. Oggi incontriamo Marianna Miozzo, classe 1985, danzatrice e coreografa: «La danza è un linguaggio che crea in me tante domande - ci racconta - Un mezzo per indagare, per conoscere l'altro, per cercare; partire dal cor ...

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Marianna Miozzo: da Modena all'Europa per danzare

MODENA. È partita per la Spagna giovanissima, per inseguire il suo sogno: danzare. Ed è tornata a Modena carica di esperienze e conoscenze. Oggi incontriamo Marianna Miozzo, classe 1985, danzatrice e coreografa: «La danza è un linguaggio che crea in me tante domande - ci racconta - Un mezzo per indagare, per conoscere l'altro, per cercare; partire dal corpo per me è molto importante, poi le risposte arrivano». Finito il triennio al Venturi di Modena, Marianna è partita per la Spagna dove è rimasta per nove anni. «Il soggiorno spagnolo ha profondamente segnato il mio percorso: sono stati intensi anni di formazione, dove ho avuto esperienze di lavoro, ho studiato al conservatorio di danza e mi sono specializzata in danza contemporanea. Durante la formazione, avevo sempre il desiderio di saperne di più, di approfondire, e così viaggiavo spesso tra Germania, Austria e Belgio per seguire danzatori e coreografi che mi interessavano».

Da Modena all'Europa per danzare: l'album di Marianna Miozzo

Nel 2012 Marianna torna a Modena «dove piano piano ho trovato la mia dimensione - spiega - La nostra città è un terreno molto fertile ma bisogna lavorare ancora tanto per quanto riguarda la danza. Dal 2014 lavoro al Drama Teatro dove ho la mia piattaforma che si chiama Dancewoods, e collaboro con Artisti Drama per la gestione dello spazio. Qui ho trovato un ambiente e persone che ammiro molto, insegno e organizzo eventi legati alla danza». Marianna ha scoperto la danza a nove anni, durante una crociera in Egitto in vacanza con i suoi genitori. «È stato un episodio strano - sorride - Eravamo in crociera e durante uno spettacolo una danzatrice del ventre mi prese dal pubblico, mi appoggiò un pitone vero intorno al collo e mi disse: puoi cominciare a danzare. Io ero pietrificata, le alternative erano solo due: o rimanevo immobile o cominciavo a danzare. Ho scelto la seconda opzione ed è terminata in un applauso, la gente mi chiedeva da quanto facevo danza del ventre… Sono rimasta estasiata e da lì ho cominciato a studiare danza».

A Modena Marianna ha avviato un interessante progetto, «un festival che ha avuto luogo in Appennino per le prime edizioni a Torre Maina in un agriturismo e le ultime edizioni a Gombola, in un borgo molto affascinante. Dancewoods è un festival che ha radunato una trentina di danzatori di tutto il mondo per uno scambio artistico di una settimana; adesso siamo in attesa della quinta edizione e vorremmo cambiare il formato e portarlo in città. Mi dedico molto anche all'insegnamento, tra Modena, Reggio Emilia, Bologna e qualche seminario all'estero - conclude Marianna - Al Drama Teatro produco i miei lavori, l’ultimo è “Fisica di un legame”, un duetto di danza. Cerco di abbracciare la danza in tutta la sua complessità. C'è un gran lavoro da fare, soprattutto qui a Modena dove gli artisti sono tanti e meritano di emergere così come gli spazi: c'è un sottobosco di teatri come questo davvero da esplorare, penso al Teatro dei Venti, Cajka, Ovestlab… Il lavoro da fare consiste nell'avere una progettualità culturale, le risorse non mancano».