Prignano: «Animali sbranati? Sono i cani, non i lupi»

 Ma sono lupi o cani gli autori delle predazioni in Appennino? Caprioli, ma anche cani, vitelli e altri animali domestici. La domanda si è posta con forza sabato in Consiglio comunale a...

PRIGNANO. Ma sono lupi o cani gli autori delle predazioni in Appennino? Caprioli, ma anche cani, vitelli e altri animali domestici. La domanda si è posta con forza sabato in Consiglio comunale a Prignano, dove in diversi hanno sollevato dubbi sul fatto che questi siano comportamenti da lupi. E ci sono testimoni un po’ su tutta la dorsale che raccontano di episodi ascrivibili con assoluta certezza a cani. Come Mauro Marchetti, che il 20 gennaio ha salvato a Casine (Sestola), ai lati di via Arbozzola, un capriolo dall’attacco di cinque animali.

«Erano cani, lo garantisco - sottolinea - di bassa taglia e col pelo lungo che gli hanno teso un agguato spingendolo in un vicolo cieco e poi azzannandolo in modo tremendo: volevano solo divertirsi con lui, non avevano fame. È possibile che fossero tutti di un unico proprietario, tanto erano simili».

Qualche giorno prima, altro episodio a Lotta (Fanano), nella campagna verso Trentino dove vive Ermanno Poli: «Sento degli urli terribili - racconta - vado a vedere e c'è un capriolo attaccato da tre cani. Erano da caccia, e sfuggiti ai loro padroni che cercavano lepri. L’avevano proprio ridotto male».

E assicurano che si è trattato di cani anche da Guiglia, per un episodio precedente in via Caldana, zona verde sotto al castello: «Un capriolo attaccato da un meticcio tipo segugio, l’ho visto dalla finestra - ricorda Elisa Cocchi - I lupi non si avvicinano così alle abitazioni: sono molto più pericolosi i cani liberi». E così anche scendendo a Marano: «Ho visto un capriolo in trappola sotto al crinale di Villabianca in via Rio Valle - testimonia Angela Sartori - era assalito da due cani meticci dal pelo arruffato e bloccato contro la rete della mia recinzione».

«Non abbiamo mai riscontrato predazioni da lupi - ribadisce Piero Milani, responsabile del Pettirosso - ma sempre e solo da cani. Quando non c’erano i testimoni, lo hanno confermato gli esami autoptici fatti sulle carcasse dagli esperti del servizio veterinario Ausl. È così che si arriva alla verità». (d.m.)