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Serramazzoni: Chihuahua sequestrati: il giudice rovescia l’accusa

Serramazzoni. Assolta la donna accusata di averne maltrattati 27 in casa «Sarò parte civile a Modena contro i falsi animalisti che me li hanno portati via»

SERRAMAZZONI. Ventisette cani sequestrati inutilmente, con l’accusa di averli maltrattati. Ora, a distanza di 14 mesi e a dispetto del decreto penale che la condannava, ecco arrivare la assoluzione con formula piena per Silvana Paolini.

La donna, residente nel comasco, fu protagonista a Natale 2012 di una plateale e disperata protesta, ponendo sotto “assedio” una villa di Serra dove i cani sotto sequestro erano stati portati. In circostanze e con modalità a dir poco equivoche, visto e consid ...

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SERRAMAZZONI. Ventisette cani sequestrati inutilmente, con l’accusa di averli maltrattati. Ora, a distanza di 14 mesi e a dispetto del decreto penale che la condannava, ecco arrivare la assoluzione con formula piena per Silvana Paolini.

La donna, residente nel comasco, fu protagonista a Natale 2012 di una plateale e disperata protesta, ponendo sotto “assedio” una villa di Serra dove i cani sotto sequestro erano stati portati. In circostanze e con modalità a dir poco equivoche, visto e considerato che la proprietaria della villa che si era prestata ad ospitare i cani venne a sua volta denunciata per maltrattamento di animali. Così i carabinieri di Serra - inviati a seguito della segnalazione di una presunta molestia della Paolini - finirono per ricostruire tutta un’altra storia, che oggi rovescia le parti: a Modena c’è infatti un procedimento in corso contro tre persone, e la Paolini annuncia una durissima controffensiva legale contro l’organizzazione pseudo-animalista che - contando sull’appoggio di qualche politico - le ha creato tanti problemi. Allora, dopo l’intervento dei carabinieri, i cani vennero parcheggiati nel canile di Pavullo, su disposizione della Procura che indagava. E da lì, con un ulteriore provvedimento del magistrato, erano stati riaffidati con la formula del sequestro alla Paolini e ad altre persone che si erano rese disponibili.

Fino alla sentenza depositata in questi giorni, a firma del giudice Laura De Gregorio, che “assolve la Paolini dall’imputazione a lei ascritta, perchè il fatto non sussiste” e “ordina la restituzione immediata dei cani in sequestro ai legittimi proprietari”.

In sostanza, la Paolini, appassionata di chihuahua, a seguito della loro filiazione si era ritrovata con i 27 cani, alcuni cuccioli. Li aveva sistemati per casa, in attesa di svezzarli e di affidarli a quanti li avevano prenotati. Ma il 21 dicembre arrivò il blitz, con l’accusa di avere detenuto i cani “in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di grave sofferenza, stante l’angustia e la promiscuità degli spazi condivisi, la carenza di condizioni igieniche e la condizione di grave sovraffollamento riscontrata, essendo stato ampiamente superato il numero massimo di animali da affezione detenibili che la Regione Lombardia fissa in dieci».

L’istruttoria del processo, spiega la motivazione della sentenza, ha dimostrato che non sono provate le condizioni di incompatibilità. Anzi, la Paolini, che in quei giorni aveva ospitato anche i cani di una amica, per i testimoni aveva creato tutte le condizioni di benessere dei cani. Valida in linea teorica l’accusa del sovraffollamento, invece. Ma per il giudice non basta a dimostrare un reato, poichè non è raggiunta la prova che il sovraffollamento abbia “cagionato gravi sofferenze e sia incompatibile con la natura dei cani presenti nell’appartamento della Paolini”. Cani, come noto, minuscoli.

«Finisce un incubo, è dimostrato che non ho commesso reati. Ora i cani svezzati potranno essere ceduti. E a Modena parteciperò al processo, come parte offesa, contro quanti hanno davvero provocato sofferenza ai cani che amo», dice la Paolini.

Alberto Setti