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Bassa modenese e ricostruzione, Il business dei fienili d’oro finisce sotto inchiesta

Sia il Comitato di cittadini che la Regione denunciano decine di casi sospetti Indaga la Procura. Costi: «Massima trasparenza». Ferraresi: «Ma quali controlli?»

«Tanti edifici agricoli ed abitazioni, circa un centinaio quelli individuati ad oggi, inutilizzati prima del sisma e oggi ancora vuoti. Fienili e ruderi fatiscenti diventati nuove costruzioni e trasformati in case, in attesa che nel 2018 si possa fare il cambio di destinazione d’uso per poi venderli. Alla base, quelle che riteniamo false dichiarazioni, giurate e asseverate, sull’effettivo uso degli edifici». Parte da qui lo j’accuse del Comitato spontaneo per la verifica dell’erogazione dei ...

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«Tanti edifici agricoli ed abitazioni, circa un centinaio quelli individuati ad oggi, inutilizzati prima del sisma e oggi ancora vuoti. Fienili e ruderi fatiscenti diventati nuove costruzioni e trasformati in case, in attesa che nel 2018 si possa fare il cambio di destinazione d’uso per poi venderli. Alla base, quelle che riteniamo false dichiarazioni, giurate e asseverate, sull’effettivo uso degli edifici». Parte da qui lo j’accuse del Comitato spontaneo per la verifica dell’erogazione dei fondi per la ricostruzione, che si è posto l’obiettivo di segnalare e denunciare il business sui fienili diventati ville con i fondi del terremoto. «C’è un sistema che parte da persone che si presentano ai proprietari e chiedono di portare avanti le pratiche; imprese specifiche che operano e l’assegnazione, senza controlli istituzionali, di ingenti risorse pubbliche - denunciano i fondatori - Uno scempio di denaro, milioni di euro, in un contesto in cui i soldi dallo Stato per la ricostruzione arrivano a gocce».

L’accusa è stata raccolta da Vittorio Ferraresi, deputato 5 Stelle, che a sua volta ha incalzato la Regione, incassando una la replica dell’assessore alla Ricostruzione, Palma Costi.

«Se c’è una cosa chiara da subito - dice l’assessore - è che avremmo ricostruito tutto, senza perdere tempo, ma con grande trasparenza sulla gestione dei fondi. Anche a costo di farci dire che stavamo facendo troppi controlli».

«Ci sono momenti di verifica e controllo - spiegano i tecnici della struttura commissariale - in ogni fase. Le ordinanze prevedono anche forme di verifica non solo sul 100% delle pratiche, ma anche verifiche a posteriori, rispetto al processo complessivo di concessione. Questo genera due diverse attività di controllo. La prima serve a definire l’entità del contributo, che a volte è inferiore a quanto richiesto, perché non tutti i lavori previsti dai progetti sono ammissibili. Una seconda attività riguarda i casi in cui chi istruisce la pratica rileva che non c’è solo una semplice sproporzione tra il contributo richiesto e il danno effettivamente subito, ma si sospetta che vi sia dolo vero e proprio. In questo caso, viene fatta una segnalazione alla Procura, che avvia gli accertamenti. Procedure di questo tipo, sulla sola piattaforma Sfinge (attività produttive), sono state avviate in alcune decine di casi».

«Lo scambio di informazioni e banche dati con le forze dell’ordine è costante - aggiunge la Costi - perché sono elementi basilari per l’attività degli inquirenti. Il cambio di destinazione d’uso dal 2018? Non commento le ipotesi, né faccio processi alle intenzioni. L’accoglimento di una richiesta per un fabbricato non è certamente un fatto automatico ma, viene esaminata dal Comune sulla base dei propri strumenti urbanistici».

«Da sempre, nel nostro Paese, e purtroppo sempre più anche nella nostra Regione, i terremoti diventano terreno di scorribande mafiose, speculazioni edilizie e scorrettezze procedurali nell’assegnazione dei fondi - rilancia il deputato dei 5 Stelle, Vittorio Ferraresi. Lo stiamo vedendo a proposito delle indagini sulle irregolarità nell’assegnazione dei fondi destinati alla ricostruzione. Lo abbiamo visto nell’inchiesta Aemilia. Lo vedremo, purtroppo, dall’esito delle denunce che i Comitati stanno sporgendo alla Procura. La Regione non solo dovrebbe stare più attenta, ma farebbe bene a sostenere chi denuncia irregolarità invece che criticarlo, vista un’inesistente opera di controllo capillare sulla correttezza delle procedure di assegnazione dei fondi». (fd)