Modena. Viaggio al Planetario, dove il cielo non ha misteri

La struttura di viale Barozzi è “una chicca” a disposizione dei cittadini Il professor Artioli: «La sfida è trovare fondi per restare all’avanguardia»

Modena, alla scoperta del Planetario

MODENA. Quando cerca di spiegare che ruolo possa avere l’astronomia nella vita di ogni giorno, Enrico Artioli, direttore del Planetario di Modena, per un attimo rimane incerto: «Come scienza è indubbiamente un ambito di ricerca molto avanzato, e anche molte delle scoperte connesse alle esplorazioni spaziali trovano applicazione su larga scala solo in anni successivi». Quindi, «nella vita quotidiana» potremmo dire che il suo ruolo è relativamente limitato».

L’astronomia oggi. Come prende fiato, però, si mette a descrivere con passione lo sforzo e il lavoro collaborativi indispensabili per realizzare missioni come quella di Rosetta, cosicché si rende evidente che l’astronomia è una scienza naturalmente e intrinsecamente legata alla caratteristica tutta umana della meraviglia. Questa realtà si riconferma nell'interesse che Modena mostra nei confronti di tale ambito di studi: nonostante capiti di riscontrare un'occasionale carenza nelle conoscenze di base dei visitatori al Planetario, quello che invece Artioli dichiara non mancare mai da parte dei cittadini sono «l'interesse, la passione e l'emozione verso il cielo stellato».

Le scoperte. Chi volesse allora esplorare la disciplina, quali risorse potrebbe scoprire nel Planetario di Modena? «Gli aspetti divulgativi sono tenuti in grande considerazione nella struttura e trovano luogo soprattutto nella cupola, dove si possono proiettare tutti i corpi celesti visibili a occhio nudo e seguire i loro moti. Questo è il cuore del Planetario, ma la struttura è più ampia e articolata e si possono osservare altri fenomeni naturali grazie a strumenti come il Pendolo di Foucault, o il laboratorio solare che permette di studiare e osservare senza danni per la vista la nostra stella».

La formazione. Gli incontri a carattere divulgativo hanno luogo la domenica pomeriggio con gli incontri per le famiglie, il giovedì sera durante le conferenze per un pubblico più adulto su temi che affrontano “il cielo” sotto molteplici aspetti, e con particolari conferenze specializzate che illustrano importanti scoperte e grandi fenomeni. Il Planetario si occupa anche di didattica e formazione in ambito più strettamente educativo: le scuole possono prenotare presentazioni in cupola, mentre è al suo terzo anno di attività una scuola di astronomia indipendente. Il primo dei due corsi che questa offre tratta dei principi sottesi all'osservazione dei corpi celesti ed è particolarmente indicato per chi insegna: «Questo corso è anche riconosciuto dall'Ufficio Scolastico Regionale come attività di formazione a tutti gli effetti», dichiara con orgoglio Artioli.

L’offerta. Il secondo corso tratta invece di aspetti più ampi e accessibili dell'astronomia quali l'evoluzione dell'Universo, delle stelle, o le caratteristiche dei pianeti e dei loro moti. Sebbene sia nato come strumento di supporto per quei giovani interessati a cimentarsi nelle Olimpiadi di Astronomia, è aperto a tutti. Nonostante questa varietà di proposte, un cruccio particolare del direttore è non poter ancora offrire al pubblico la possibilità di visitare liberamente la sede del Planetario, per via di una carenza di risorse che rende impossibile mettere a disposizione la presenza di operatori in termini continuativi.

Spese e finanziamenti. Il Planetario - di proprietà del Comune, che per questo fa fronte ad alcuni costi, quali le utenze- è gestito dall'associazione Centro Sperimentale per la Didattica dell'Astronomia, che ha bisogno di compensare, «pur con prezzi bassissimi», le spese di gestione necessarie a mantenere il più all'avanguardia possibile un ente così strutturato: ci sono da pagare gli abbonamenti per le riviste di settore, il materiale da preparare per i vari incontri, le assicurazioni, e tutti i costi di manutenzione ordinaria. «I nostri prezzi - regolati da una convenzione col Comune - sono molto popolari» spiega il direttore, ricordando anche che «alcuni eventi continuano a venire offerti a ingresso libero, come è successo per l'eclissi solare dell'anno scorso». Per questo, la prossima fondamentale sfida che il Planetario di Modena si trova ad affrontare è quella di diventare sempre più autonomo e indipendente: «Ora che abbiamo lanciato una serie di iniziative innovative, speriamo di riuscire a reperire risorse sia da sponsor privati, sia da parte di enti sensibili a questo tipo di servizi».

Il segnale del cosmo. Tra le priorità, in cui investire nuove risorse, c'è l'aggiornamento dei sistemi audio-video, fondamentali per tutte le attività divulgative offerte, ma anche la costruzione di un radiosservatorio, con «un'antenna atta a captare i segnali radio che provengono dal cosmo, così da poter osservare ciò che ci circonda anche in caso di condizioni meteo avverse», o decorare e riarredare la struttura. Soprattutto, c'è il desiderio di creare percorsi autofruibili, così che il Planetario possa essere davvero a disposizione di tutta la cittadinanza in maniera completa e continuativa.

Il futuro. Per ora, i piani nel futuro del Planetario sono profondamente radicati nel territorio: «L’idea sarebbe quella di collegare enti che esistono già, organizzando collaborazioni con realtà locali particolarmente pregiate come il Museo delle Macchine Matematiche, il Museo della Bilancia, o il Museo degli Amici del Corni, fino a formare una rete che porti a una valorizzazione reciproca». E per il futuro: «Abbiamo tante altre idee, però, come le lezioni di astronomia in Inglese rivolte alle scuole, che dovrebbero partire già in marzo. Vorremmo poi rivolgere a circoli nautici e scuole veliche corsi legati alla navigazione astronomica, visto che è un argomento da affrontare per ottenere la patente nautica. Abbiamo in programma attività rivolte ai circoli per anziani, per offrire proposte e riflessioni su misura che riguardino il mondo astronomico, e dovremmo avviare in primavera anche un corso per diventare conduttori di planetari».

La speranza del direttore è che le offerte proposte siano così stimolanti che la loro promozione ottenga un effetto domino tra i cittadini di Modena: «Il passaparola è lo strumento più efficace: quando qualcuno vive una bella esperienza la vuole comunicare alle persone che conosce». Per informazioni: www.planetariodimodena.it (a.a.)